Ricordare una figura come Giovanni Galloni a pochi anni dalla morte (23 aprile 2018) non vuol essere un esercizio demagogico e nemmeno nostalgico, semmai una riflessione al contempo distaccata ed appassionata su un esponente politico sempre schierato su posizioni di sinistra all’interno della DC. Anzi, occorre rilevare come Galloni sia uno dei pochi esponenti politici democristiani ad aver vissuto in prima persona tutte le esperienze di sinistra politica all’interno della Democrazia Cristiana: dalle “Cronache Sociali” di Giuseppe Dossetti, passando poi per “Iniziativa Democratica”, “La Base”, sino all’”Area Zac”.

Paolo Frascatore

Ma più che soffermarsi su questi dati storico-politici (pur importanti e significativi), quello che più conta è tratteggiare una parte del suo pensiero politico che, per molti versi, ha il sapore della profezia, se si considera il contesto temporale nel quale il leader ideale della sinistra democristiana mette nero su bianco.

Si tratta di una piccola pubblicazione, sconosciuta ai più, che Galloni dà alle stampe nell’agosto del 1989 dal titolo “I cattolici democratici fuori dalla bufera”.

Galloni già allora nel mettere in evidenza la rivoluzione tecnologica in atto con i conseguenti cambiamenti del modo di produrre, di vivere e di consumare, ferma la sua analisi su un dato significativo conseguente: un «intensificare a dismisura il processo di concentrazione finanziaria nelle mani di gruppi sempre più ristretti, capaci di controllare la totalità delle risorse e degli strumenti di informazione e di condizionare così anche le menti degli uomini e la loro libertà, ma incapace a frenare, sotto la spinta del consumismo, un processo di industrializzazione che porta all’inquinamento e alla invivibilità del pianeta o di dare una soluzione equilibrata ai problemi del rapporto nord-sud del mondo.»

A ben guardare, si tratta di quello a cui assistiamo oggi: non solo la concentrazione della ricchezza mondiale in pochissime mani, con la conseguente manipolazione dell’informazione libera ed obbiettiva, ma anche (se si riflette con oculatezza) della nascita e propagazione mondiale di questa pandemia che sta riducendo sempre più i cittadini a schiavi di un sistema economico.

La politica arranca, anzi è inesistente! Ed allora le riflessioni di Giovanni Galloni ci aiutano a capire molte cose (tenendo presente che quando svolge queste riflessioni il muro di Berlino non è ancora caduto, cadrà di lì a qualche mese il 9 novembre 1989): egli parte, senza farne riferimento, da quello che Franco Rodano aveva teorizzato essere il dualismo signore-servo nella storia per arrivare (Galloni) a conclusioni originali e rivoluzionarie.

Il Terzo millennio si sta caratterizzando sempre più per quella che può essere definita la lunga transizione politica: partiti e movimenti politici hanno dismesso i panni novecenteschi di raccordo diretto con la propria base elettorale per divenire sempre più comitati elettorali, lobby, strutture attrezzate per la semplice gestione del potere.

Galloni riflette su quell’utopia marxiana che disegna per l’uomo la fine dell’alienazione dal lavoro attraverso la libertà assoluta.

In parte tale utopia si sta realizzando (sostiene Galloni), ma secondo un modello completamente diverso da quello immaginato da Marx inerente la dottrina del proletariato.

Infatti, se analizziamo i passaggi storici prefigurati da Marx come modello di società, non è difficile verificare come sia il sistema signorile, sia quello borghese ed infine sia quello proletario (come è stato parzialmente realizzato nell’ex Unione Sovietica) non sono stati in grado di superare quel dualismo signore-servo. «Quel dualismo – sostiene Galloni – è stato nella storia superato, ma solo in chiave teologica, dal messaggio cristiano. […] Se fosse stato possibile, nei primi secoli del Cristianesimo, una trasposizione del messaggio cristiano dal piano teologico al piano socio-politico sarebbe esplosa una carica rivoluzionaria».

Anche se in Italia non esiste più un partito di ispirazione cristiana, assumendo il principio cristiano dell’uguaglianza di tutti gli uomini in Cristo e portandolo dal piano puramente teologico-religioso al piano socio-politico, si avrebbe una carica rivoluzionaria storicamente mai realizzata.

Giovanni Galloni andrebbe studiato ed approfondito per ritrovare le motivazioni vere ed originarie dell’impegno politico cristianamente ispirato.

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