Apertura del nuovo anno scolastico tra le polemiche sollevata dell’Unione degli studenti che denuncia tutta una seriedi problemi rimasti irrisolti. “Nonostante il ministero dell’Istruzione avesse garantito di aver investito milioni, appare evidente che la situazione è esattamente come l’abbiamo lasciata, una scuola tra le macerie – è la denuncia – Ancora una volta si è deciso di non dare priorità alla scuola e all’istruzione, di ignorare problematiche portare avanti da decenni che, con la pandemia, sono certamente peggiorate. Vogliamo finanziamenti reali per le scuole, strutturati in base alle esigenze del territorio.
I mezzi di trasporto pubblico sono necessari per tutti gli studenti pendolari. È inaccettabile che ancora oggi non ci siano linee sufficienti a garantire il distanziamento – attacca l’Uds – Le classi pollaio in cui siamo entrati sono le stesse che abbiamo lasciato. Sono necessari interventi sostanziali per un’edilizia scolastica che cade a pezzi.
Per una scuola in presenza e davvero sicura occorre monitorare lo stato di salute degli studenti, per questo chiediamo la somministrazione di tamponi periodici affinché le nostre aule non si trasformino in focolai – proseguono gli studenti – Non bisogna soltanto pensare ai rischi che la pandemia comporta a livello fisico: è importante che gli studenti abbiano la possibilità di tutelare la loro salute psicologica, attraverso sportelli gratuiti che garantiscano supporto. La didattica che viviamo all’interno delle scuole è la stessa di 60 anni fa. Vogliamo una scuola moderna, realmente aggiornata in base al periodo storico che si vive, sia tecnologicamente sia educativamente.  Non vogliamo più accettare una situazione completamente statica per qualcosa di fondamentale per la società intera.
Chiediamo una vera riforma della scuola che ne ricostruisca le fondamenta in base alle necessità e ai bisogni degli studenti e delle studentesse”, ha concluso l’Uds.

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