«Alcuni dei criteri fissati per l’assegnazione delle risorse destinate al potenziamento degli asili nido e dei servizi per l’infanzia necessitano di urgenti modifiche perché nella loro attuale definizione non contribuiscono a rimuovere le disuguaglianze sociali e territoriali presenti nel nostro paese.

Ad esempio il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo legato alla capacità di cofinanziamento dei progetti da parte dei comuni proponenti rappresenta una vera e propria beffa perché, a fronte delle dichiarazioni ufficiali con le quali non si perde occasione di ribadire che tra le finalità principali del “Fondo Asili nido e Scuole dell’infanzia” vi è quella di garantire maggiori opportunità educative e sociali ai bambini e alle bambine che vivono nelle aree più svantaggiate del paese, a beneficiare di tali risorse sono, ancora una volta, le città del nord nonostante godano di maggiori disponibilità finanziarie.

In tale senso, la notizia riportata alcuni giorni fa dal quotidiano “Il Mattino” dell’assegnazione al Comune di Milano di ben 3 milioni di euro per la riqualificazione di una scuola a discapito di un progetto presentato dal Comune di Venafro ne è la lampante dimostrazione». Ad affermarlo la parlamentare molisana Rosa Alba Testamento, componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Montecitorio.

«Prevedere in sede di valutazione dei progetti anche l’assegnazione di un punteggio proporzionalmente crescente alla percentuale di compartecipazione finanziaria del comune costituisce – continua la parlamentare – una decisione iniqua e gravemente distorsiva, una criticità che avevo già segnalato lo scorso aprile con un’interrogazione indirizzata, tra gli altri, al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro dell’Istruzione Bianchi, ma il sedicente “Governo dei migliori” continua a fare finta di niente e a penalizzare le bambine e i bambini del meridione.

Tutto ciò è inaccettabile soprattutto se si pensa che il potenziamento degli asili nido e dei servizi per l’infanzia è considerato, a questo punto dobbiamo dire solo sulla carta, come una componente rilevante e strategica di quel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che vede l’inclusione sociale e territoriale tra i suoi pilastri. Pertanto, sulla base di queste motivazioni, ho sollecitato ancora una volta la risposta al mio atto di sindacato ispettivo» -conclude Testamento.

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