Di seguito il messaggio dell’arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini, per l’apertura del nuovo anno scolastico in Molise.

“Carissime ragazze e ragazzi, mentre dal mio balcone, emozionati e veloci, vi vedo raggiungere le vostre aule scolastiche, mi torna nel cuore una antica storiellina, molto bella. Ve la racconto volentieri, in attesa di potervela narrare di presenza, da voi invitato in classe. Un saggio pose un giorno ai suoi discepoli la domanda su come facessero a capire quando era finita la notte ed iniziava il giorno.  Uno rispose: Quando vedo da lontano un animale e riesco a distinguere se è una mucca o una cavallo”. No, replicò il saggio. “Quando guardi un albero da lontano e riesci a capire se è un albero di mele o di pere!”, rispose un altro discepolo. “Sbagliato, anche questo”, dichiarò il saggio. E allora, come si fa? chiesero in coro i discepoli. E il saggio rispose:“Quando guardi negli occhi qualsiasi uomo e vi riconosci un fratello; quando guardi negli occhi qualunque donna e vi riconosci una sorella. Se non sai fare questo, è ancora notte, anche se il sole è già alto in cielo!’.

Tutti comprendiamo la bellezza di questo aneddoto antico. La scuola è questa palestra di vita, che ci aiuta a riconoscere nell’altro il volto di un fratello o di una sorella. Il compito della sapienza è proprio questo, quella sapienza che nasce dallo studio ma anche dalla sofferenza. Tre dunque le parole che ci aiutano: sapienza, scienza e sofferenza!.

La scuola infatti a questo serve: ad unire in armonia quello che studi con quello che vivi. La poesia con la storia. L’arte con l’orto. La matematica che ti affina nella precisione con il tema di italiano dove racconti il tuo sogno. Tutto va armonizzato, poiché l’armonia è l’arte di Dio, frutto di un grande amore. Quel volto che tu riconosci come volto fraterno è la verifica del tuo agire e del tuo studiare. Dai anima alle cose, rendile eterne con il suono dolce della Parola. Fate festa nel vostro cuore e create la danza che vi aiuti a superare la paura della pandemia, dando così compimento a quella preghiera che è sgorgata dall’intimo di ciascuno: “Fa o Signore, che possiamo tornare al più presto a danzare, tutti insieme, con esultanza!”. Perciò, non manchi la didattica delle meraviglie, poiché la scuola non serve solo a costruire il futuro, ma anche a cogliere il senso del presente, dietro l’angolo. Con il cuore solidale, soprattutto verso chi per il momento a scuola non può ancora andare, come le ragazze dell’Afganistan, assediate dai Talebani !

Ai dirigenti, docenti e collaboratori, grato del loro prezioso servizio, consapevole che sarà comunque un anno difficile per la mascherina e le normative sanitarie, auguro di poter aiutare i ragazzi in questo riconoscimento di fraternità. Ogni materia potrà essere spazio di nuovi orizzonti. Occorre il Green pass del cuore, come ha scritto qualche preside. Occorre superare con un patto educativo territoriale le lacune inevitabili del difficile momento storico che viviamo. Insieme, tutto è più facile. Accendete fuochi di interesse, allargate le prospettive, fate sognare un mondo nuovo, un altro Molise possibile. Non rassegnazione, ma speranza. Per tutti.

A tutti, ai genitori, agli autisti degli autobus, ai docenti di religione soprattutto, la grazia di trovare il senso di ciò che sta accadendo, attorno a noi e dentro di noi, sapendolo decifrare con gli occhi di Dio. Buon anno scolastico, per tutti”.

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