La politica scalda i motori e si prepara all’appuntamento con le elezioni regionali del 2023. C’è attesa per la tappa intermedia con l’elezione del nuovo sindaco di Isernia. Dei due centrodestra, quello che fa capo a Donato Toma e l’altro che fa capo a Michele Iorio, ne resterà uno solo. Sul fronte del centrosinistra, Isernia rappresenta invece l’abbrivio per una scalata al vertice della Regione da parte del segretario regionale del partito, Vittorino Facciolla, contesa che dovrà però comporsi in casa PD viste le ambizioni legittime dell’altra contendente al vertice di Palazzo Vitale, Micaela Fanelli.

La novità di maggior rilievo, più che da Isernia arriva dal Consiglio regionale dove si fanno sempre più insistenti le voci di un passaggio alla lega di uno o due consiglieri. Nello specifico il partito di Salvini andrebbe a pescare in casa sia di Forza Italia che dei Popolari per l’Italia. Il passaggio sotto la bandiera del Carroccio sarebbe un ottimo investimento per i diretti interessati, puntando su uno dei partiti che a sondaggi confermati dovrebbe fare il pienone dei voti. Va considerato, in questo caso, che nel 2023 si andrà probabilmente all’election day qualora il governo decidesse di unire Politiche e Regionali. La visita di Salvini a Isernia è stata l’occasione per riallacciare le relazioni col centrodestra regionale dopo la frattura provocata dall’esclusione del leghista Michele Marone dalla Giunta.

Equilibri destinati quindi a modificarsi, una metamorfosi che riguarda anche il centrosinistra al quale per scelta o per necessità è destinato ad agganciarsi il Movimento 5 Stelle. La difficoltà dei pentastellati potrebbe essere quella di un matrimonio con elementi provenienti dall’amministrazione Frattura ma, vista l’entità delle metamorfosi nazionali, la cosa passerebbe quasi inosservata. Per Grillo e soci, l’alleanza col PD in Molise è ormai cosa fatta.

In questo grande movimento di faglie politiche, resta da capire quale sarà il destino di Donato Toma che, dopo le fibrillazioni del centrodestra avvenute negli ultimi due anni, ha ritrovato smalto grazie al commissariamento ottenuto per rimettere in piedi la sanità molisana. Una missione quasi impossibile alla quale Toma sta lavorando alacremente. La prova del fuoco per lui sarà la realizzazione del Piano operativo sanitario 2022-2024. Una buona razionalizzazione del servizio sanitario regionale, la costituzione di un Dea di secondo livello, un potenziamento della rete emergenza-urgenza e un assetto effettivamente complementare tra sanità pubblica e privata potrebbero essere il viatico per ottenere dalle sedi romane una nuova candidatura alla presidenza. Se c’è un errore che Toma non può permettersi, è giocare la partita sul piano locale. La fine da San Sebastiano, trafitto dalle frecce, sarebbe certa.

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