Dall’ultima relazione della Garante dei Diritti della Persona, Leontina Lanciano, sono passati due anni. Due anni difficilissimi coincisi con la pandemia e che hanno aggravato le condizioni già fragili di minori e adolescenti e delle persone in stato di restrizione.

Due anni nel corso dei quali la Garante non ha fatto mancare il sostegno e l’intervento della propria struttura, incardinata presso la Giunta regionale del Molise.

Sul fronte dei minori presenti nelle case famiglia e gli extracomunitari non accompagnati, l’attività della Garante si è concentrata sul mantenimento delle relazioni, seppur a distanza, con le famiglie e nell’assicurare a tutti il vaccino.

Oltre all’ambito dei minori, delicatissima è stata la gestione legata alle persone ristrette nelle carceri molisane. Qui gli interventi, oltre che sul fronte vaccinale, si sono concentrati sulle procedure di riavvicinamento dei detenuti alle proprie famiglie.

La difesa civica è il terzo ambito nel quale si dispiega l’attività della garante. Su questo versante hanno pesato gli interventi destinati a sbloccare pratiche, richieste di documenti e accessi agli atti rallentati dalla pandemia.

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