Il punto nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli resta aperto, il tribunale amministrativo regionale ha confermato il precedente decreto monocratico presidenziale che aveva già bloccato il provvedimento di sospensione dei ricoveri presso il punto nascite della città adriatica. I giudici hanno ritenuto che la chiusura sia stata motivata sulla base della morte di un neonato nonostante non vi fosse traccia di nessun elemento che riconducesse il decesso del piccolo a deficienze del reparto.

Nella sostanza è stato accolto il ricorso proposto dai Comuni di Termoli, Campomarino, San Giacomo degli Schiavoni, Portocannone, Guglionesi, Palata, Montefalcone nel Sannio, Montecilfone e dal Comitato “MOLISANITÀ L113”, assistiti dagli avvocati Vincenzo Iacovino, Massimo Romano, Vincenzo Fiorini e Giuseppe Fabbiano. Nei fatti, per i giudici, non c’è nessun legame tra la morte del neonato e l’organizzazione dell’attività del punto Nascite.
Espressa massima soddisfazione dai sindaci e dagli avvocati –  per la decisione cautelare frutto di una forte battaglia di civiltà a difesa – è scritto in una nota – di un presidio essenziale per l’intero territorio basso molisano.
Adesso sarà compito della politica, dei sindaci,  della Asrem, della Regione e del Commissario per il piano di rientro, procedere al rafforzamento del punto nascite e dell’intero presidio ospedaliero termolese al fine di assicurare la tutela del diritto alla salute di un comprensorio in forte espansione e a chiara vocazione turistica”.

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