Venerdì 10 alle ore 18, nella biblioteca comunale, presentazione dell’ultimo libro di Matteo Incerti che narra della incredibile vita del soldato americano che a Natale a 97 anni ha ritrovato tre ‘bambini’ fotografati nel 1944 sull’Appennino bolognese e due settimane fa li ha riabbracciati.

Grazie all’impegno delle associazioni Winterline Venafro e Città Nuova, in esclusiva per il Molise, la storia fa di nuovo tappa a Venafro. Un’occasione per conoscere la favola di pace del veterano dell’esercito americano Martin Adler e dei suoi tre ‘bambini’ i fratelli Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi fotografati nel 1944 sull’Appennino bolognese, ritrovati lo scorso Natale e riabbracciatisi lo scorso 23 agosto.

Una storia che ha fatto il giro del mondo e, ora, arriva a Venafro dove, con la partecipazione di Luciano Bucci, Presidente della Winterline Venafro, Maurizio Terracciano, segretario di Città Nuova, e, naturalmente, dell’autore, scrittore e giornalista emiliano, Matteo Incerti, sarà presentato il libro “I bambini del soldato Martin”.

L’evento prevede una presentazione di foto e disegni realizzati dal veterano americano durante la campagna d’Italia 1944-45 e una intervista online al soldato oltre a diversi video esclusivi del viaggio incredibile di Martin Adler tra il 23 agosto e il 4 settembre in Italia. L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative anti-Covid ed è richiesto il green-pass.

LA TRAMA – Martin Adler è un giovane americano, figlio di immigrati ebrei ungheresi; poco più che ventenne decide di arruolarsi e partire per combattere il nazifascismo in Europa. Prova sulla propria pelle l’odio razziale da parte di alcuni commilitoni, ma non demorde e nel 1944 sbarca alle pendici del Vesuvio. Diventa parte della compagnia D del 339° reggimento, una squadra da combattimento con armamento pesante: mortai, cannoni e mitragliatrici. Avanzando verso nord, dapprima sulla linea Gustav e poi sulla linea Gotica, diventa un cecchino, perdendo la propria innocenza. Martin, tuttavia, esorcizza l’orrore della guerra scattando centinaia di fotografie e disegnando cartoline, che spedisce alla famiglia in America. Nei pressi di Monterenzio, nel bolognese, si fa ritrarre in uno scatto che, alcuni decenni dopo, ha fatto il giro del mondo: il soldato è insieme a tre bambini, che la madre aveva nascosto in una cesta di vimini, per proteggerli dai tedeschi. Quell’incontro rimane impresso in modo indelebile nei suoi ricordi e, grazie a un appello lanciato sui social network, Martin Adler riesce a realizzare il desiderio di ritrovarli. Sarebbe, però, un errore pensare che la sua storia, durante la campagna d’Italia, sia tutta qui. Martin è un uomo che ha cercato la leggerezza anche nelle situazioni più drammatiche, regalando sorrisi e “cioccolata” da Napoli al Trentino, realizzando persino un vino “da trincea”. Una volta rientrato in America, ha lottato appassionatamente per i diritti dei più fragili. «Sono felice, di non aver premuto il grilletto quel giorno di ottobre del 1944 nella valle dell’Idice sull’Appennino bolognese. Invece di uccidere, scattai una fotografia e ora mi accorgo che non solo salvai tre bambini, ma tutte le persone che sono nate grazie a quel gesto. Nate proprio da Giuliana, Mafalda, Bruno, diventati madri, padri, nonni e bisnonni. Come me. Ecco l’importanza generazionale di un piccolo gesto di vita […] Per tutta la vita, nel mio piccolo ho cercato di trasmettere quello che questi volti sconosciuti, immortalati tante volte dalla mia 35 millimetri, proprio come quelli di Bruno, Mafalda e Giuliana, mi hanno insegnato. Dona, senza chiedere nulla in cambio e riceverai vero amore».

Questa presentazione si inserisce nella serie di eventi che le due associazioni, Winterline Venafro e Città Nuova, continuano a portare avanti, in cooperazione tra esse e/o con altre realtà territoriali, volte alla salvaguardia e la diffusione della memoria storica e della cultura nel nostro territorio, come, ad esempio, le giornate tematiche al museo Winterline Venafro o, per Città Nuova, la tradizionale rassegna “I libri del venerdì”, nell’ambito del patto locale per la lettura del Comune di Venafro.

 

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