Celebrazione ufficiale e a distanza del “Patto di amicizia” tra Trivento e Canicattì: due comunità lontane ma unite a filo doppio. È proprio il caso di dirlo, a filo doppio, perché tutto è nato grazie all’associazione di Trivento, “Un filo che unisce”, e alle sue contagiose iniziative con le creazioni ad uncinetto. Tra i tanti luoghi del mondo raggiunti dalle mani speciali delle “uncinettine” e dalle loro composizioni uniche, anche Canicattì, in provincia di Agrigento. E precisamente la scuola “Crispi”, con i suoi alunni e corpo docente. Con la collaborazione del comitato “Devoti del Santissimo Crocifisso”, ed ispirati dai lavori dell’associazione “Un Filo che unisce”, i ragazzi della “Crispi” hanno voluto realizzare, per la storica festa de “Lu tri di maju”, una grande croce con le piastrelle ad uncinetto. Una delle feste più significative di tutta la Sicilia, la festa del 3 di maggio, risalente agli anni ’50, con l’esaltazione del Crocifisso. Una ricorrenza che quest’anno ha avuto il merito di entrare anche nei cuori dei triventini, grazie alla fittissima rete di relazione tra l’associazione “Un filo che unisce”, la scuola “Crispi”, il comitato “Devoti del Santissimo Rosario”, l’associazione culturale “Athena”, una unità d’intenti sugellata con un atto ufficiale, voluto dalle rispettive Amministrazioni comunali, il Patto di Amicizia. Nella serata del 20 agosto, a causa delle restrizioni della pandemia, le due comunità si sono unite in una teleconferenza, dalla sponda trignina, ha presentato la serata Miro Camardo, dall’isola, la professoressa della “Crispi” Mariastella Marchese Ragona. Si è trattato di un vero scambio di emozioni e, soprattutto, la riprova che da niente, che poi niente non è, può nascere una fratellanza, tra due comunità anche distanti. Di questo parere è stato il presidente dell’associazione “Un filo che unisce”, Michela Anziano, “questa magnifica celebrazione, molto partecipata e sentita da entrambe le comunità, ci ha dimostrato che stiamo percorrendo la giusta via – ha commentato Anziano – Tanti attori hanno partecipato a questo successo, a noi ci preme rimarcare il grande impegno e ed entusiasmo della scuola soprattutto, dei ragazzi ed è proprio a loro che la nostra associazione si rivolge, per tramandare emozioni positive, di speranza e di unione e di condivisione”. Dalla Sicilia, sono intervenuti il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, l’assessore alla Cultura, Angelo Cuva, e il giornalista Fabio Marchese Ragona, protagonista di una intervista a Papa Farncesco, oggi diventata un libro “Oltre la tempesta”. Una intervista che in realtà è un messaggio di speranza dopo la pandemia, da dove emergono concetti di unità, fratellanza, vicinanza, “tutti concetti che ritroviamo questa sera – ha detto il giornalista e scrittore- dove si celebra la fusione di due popoli che aspirano ad avere un futuro comune e migliore”.  Il giornalista ha anche ricordato la figura del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia e beatificato il 9 maggio scorso, un esempio per tutti e, in particolare per i giovani: per un gioco del destino, è stato studente del liceo, proprio della “Crispi” di Canicattì da dove è nata questa splendida simbiosi. Le rispettive amministrazioni comunali hanno rimarcato l’importanza del percorso tracciato e le sue ampie potenzialità, trasversali ai diversi settori della comunità, “attendiamo con emozione che gli amici di Canicattì ci vengano a trovare – ha detto il sindaco Corallo – come saremo anche noi ben lieti di restituire la visita. Due comunità che camminano insieme e consapevoli di tagliare altri importanti e storici traguardi. Ringrazio l’associazione “Un filo che unisce” – ha concluso Corallo – perché sta dando lustro alla nostra amata Trivento e un ringraziamento va anche a Poste Italiane, nella persona del direttore Rosario Romano, per aver permesso l’annullo filatelico, dedicato a questa speciale fratellanza tra Trivento e Canicattì”. Al termine della cerimonia, una postazione di Poste Italiane ha distribuito l’annullo filatelico, sempre disponibile per chi ne facesse richiesta. Dalla Sicilia sono arrivati diversi doni, in particolare il cosiddetto “Olio legale”, ottenuto dai poderi strappati alla mafia. Da Trivento, in attesa di una visita nell’isola, sono state dedicate alcune canzoni del maestro cantante e compositore Eldo Di Lazzaro, nato a Trapani ma triventino a tutti gli effetti, quali la famosa “Reginella campagnola” e, non ci poteva essere canzone più indovinata, “Siciliana bruna”. La serata è stata ancor più impreziosita dai quadri realizzati dall’artista di Frosolone, Maria Elena Ricciuto, autrice di opere di Faber art, dove il concetto di filo è ricorrente come sintesi tra passato e presente. Una curiosità, nella sua tesi di laurea, Ricciuto ha citato anche l’associazione “Un filo che unisce” e analizzato i suoi lavori.

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