Settembre si avvicina e fra un mese ripartono le lezioni nelle scuole. “Fondamentale tornare in presenza e in sicurezza” ha detto il Segretario regionale della Cgil Federazione lavoratori della Conoscenza Pino La Fratta.

“Siamo in ritardo e non si può pensare che solo i vaccini siano la soluzione – ha continuato – ma occorre intervenire sui trasporti, potenziando le linee urbane ed extra urbane per garantire distanza e sicurezza. Come sindacato non abbiamo notizie di tavoli regionali o provinciali, o non siamo stati convocati, forse. Altro punto – ha continuato La Fratta – l’edilizia scolastica, con scuole sicure. Poi gli organici. Servono più docenti e serve un investimento sul personale Ata, anche per garantire sanificazioni, così come occorre ragionare su quello Covid, molto utile lo scorso anno. C’erano 370 unità e ad oggi ancora non si hanno notizie se ci saranno ancora o meno”.

“Si stanno immettendo in ruolo gli insegnanti – ha detto ancora il segretario regionale della FLC Cgil – ma i numeri non coprono le necessità. L’anno scorso in Molise avevamo circa 1500 precari e quest’anno avremo 420 assunzioni in ruolo per quanto riguarda i docenti e una sessantina di ATA. E’ evidente che le sacche di precariato sono enormi e si rischia di non risolvere la situazione”.

Infine La Fratta è stato categorico sulla questione che riguarda il green pass relativamente agli insegnanti. “I lavoratori della scuola – ha spiegato – sono stati messi in mezzo a questa polemica senza pensare a tutto quello che hanno fatto in questo anno di emergenza e senza pensare che il 97% dei lavoratori della scuola, in Molise, già hanno fatto la prima dose del vaccino e il 94% la seconda. Quelli che restano fuori – ha evidenziato il sindacalista – hanno problematiche per le quali sono esentati e ci sono delle circolari ministeriali per l’esonero, laddove ci siano problemi seri”.

“Noi come sindacati – ha dichiarato La Fratta – ci siamo spesi per spingere sulle vaccinazioni, perché importanti, ma non possiamo sopportare questa deriva sanzionatoria: cioè far passare i docenti come persone che non si vogliono vaccinare. E’ stucchevole mettere sanzioni, sospendere stipendi, affidando i controlli ai dirigenti scolastici, con multe e sanzioni elevate laddove questo non si possa verificare. Non è così che si supera il problema. In Molise – ha concluso il sindacalista della Cgil – la metà della popolazione scolastica non si può vaccinare, al di sotto dei 12 anni. Abbiamo 10 mila studenti della Primaria che non si potranno vaccinare, 5mila dell’Infanzia e anche in prima media sono diversi. In tutto parliamo di quasi quasi 17mila studenti”.

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