Successo di pubblico per la presentazione del libro “La mafia dei pascoli” a cura di Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi, presidente onorario della fondazione Caponnetto. Nel libro, Antoci racconta la propria storia, iniziata qualche anno fa, quando da presidente del parco dei Nebrodi ha portato avanti una dura battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella gestione dei fondi comunitari destinati appunto allo sviluppo del parco. L’incontro, promosso dal gruppo consiliare al comune di Trivento Futuro Trivento e patrocinato dall’amministrazione comunale di Trivento, è stato moderato da Antonio Mancinella. Dopo i saluti istituzionali da parte del capogruppo di Futuro Trivento, Luigi Pavone, e del sindaco di Trivento, Pasquale Corallo, ed una breve presentazione dell’autore e del libro da parte del moderatore, l’autore ha raccontato quella che è la sua vita all’indomani della definizione del protocollo Antoci, che ha fornito un contributo importante alla lotta alle agromafie nell’accesso ai fondi comunitari per l’agricoltura. Antoci, accompagnato dalla sua scorta, in quanto vive sotto protezione già da molti anni, ha raccontato tutte le fasi salienti della sua vicenda prima da Presidente del Parco dei Nebrodi ed ora da testimone e da attivista nella lotta alla mafia, mostrandosi molto soddisfatto per la partecipazione riscontrata. “Siamo molto soddisfatti per la riuscita di questa giornata, che abbiamo voluto chiamare la giornata della legalità e della sensibilizzazione – fa sapere Luigi Pavone – E in questa giornata non potevamo non invitare una delle persone più rappresentative in questo momento dei valori di legalità e di impegno civico e che gira l’Italia intera, nelle scuole e nelle piazze, a portare la sua testimonianza e il suo impegno per sensibilizzare i cittadini a battersi per la legalità. È stato un onore per noi ospitare Giuseppe Antoci ed ascoltare il suo insegnamento di legalità. Qualche anno fa il compianto scrittore Andrea Camilleri ha definito Antoci “un eroe dei nostri tempi”, una persona coraggiosa che facendo il proprio dovere combatte la mafia. L’auspicio – aggiunge Pavone – è che ognuno di noi faccia sempre di più il proprio dovere di cittadino onesto e faccia della legalità uno dei valori portanti della propria vita, perché potrebbe bastare semplicemente fare il proprio dovere per combattere il malaffare e costruire una società migliore, perché anche noi, nel nostro piccolo e apparentemente autentico territorio, non siamo esenti dal fenomeno mafioso, come sottolineato anche da Antoci nel suo intervento. La nostra intenzione – chiude Pavone – come gruppo politico ed in generale come gruppo di persone che vogliono fare dell’impegno civico una componente importante della propria vita da cittadini è quella di riproporre questi incontri, anche su altri temi importanti, al fine anche di riavvicinare, soprattutto i giovani, alla politica e all’impegno civico.”

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