Sono oltre 10 gli indagati per l’ipotesi di reato di frana colposa, dopo il fenomeno di dissesto idrogeologico avvenuto nei primi giorni di giugno, e che ha letteralmente diviso in due la Strada Provinciale 21, isolando di fatto il comune di Castelpizzuto.

L’inchiesta, portata avanti dalla Procura della Repubblica di Isernia, diretta dal procuratore Carlo Fucci si arricchisce di importanti novità. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Iannitti – che nei giorni scorsi ha nominato il consulente tecnico d’ufficio – è condotta sul campo dagli agenti della Polizia Stradale del comandante Pio D’Amico. Tra le novità il numero degli indagati che salirebbe a quota dieci e l’ampliamento dell’area posta sotto sequestro da parte della Procura.

Era l’inizio di giugno quando il dissesto idrogeologico è apparso alla cittadinanza, dapprima con delle crepe nel terreno e poi con delle vere e proprie faglie sul manto stradale. Solo l’utilizzo di un mezzo della protezione civile ha consentito e consente tutt’oggi ai residenti di poter raggiungere le proprie abitazioni, dopo aver lasciato le auto nell’area di sosta nei pressi dello stabilimento di imbottigliamento a due km dall’ingresso del paese.

Nel verbale di sopralluogo redatto dai Vigili del Fuoco nei primi giorni dell’emergenza, si considerava già l’ipotesi di una correlazione tra i lavori in corso allo stabilimento e il fenomeno di dissesto che di fatto ha isolato il paese di Castelpizzuto. «Da un esame approfondito dei luoghi – si legge – si è potuto constatare che le lesioni sulla carreggiata della strada provinciale si sono originate in corrispondenza dello scavo di sbancamento».

Lesioni che interessano, non solo il manto stradale, ma una parte ben più ampia di territorio, terreni privati a ridosso della strada e muretti che delimitano la carreggiata, con danni che stanno gradualmente aumentando mettendo a repentaglio la salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata.

Nell’attesa di ulteriori sviluppi da parte degli investigatori della stradale e della Procura, si attende la realizzazione di una bretella concordata attraverso un protocollo d’intesa tra la Provincia di Isernia, il Comune di Castelpizzuto e la società di imbottigliamento, per consentire ai cittadini di poter entrare ed uscire dal paese liberamente.

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