E’ durata due ore l’autopsia sul neonato di Portocannone morto a poche ore dal parto avvenuto lunedì 12 luglio al San Timoteo di Termoli. Il bimbo è venuto alla luce con un cesareo programmato alla 38esima settimana, ma poco dopo è andato in sofferenza respiratoria, è stato intubato e poi è deceduto. Dopo la denuncia della famiglia la Procura di Larino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, 5 i medici indagati. L’autopsia è stata eseguita dal professor Luigi Cipolloni dell’Università di Foggia, incaricato dal pm Marianna Meo. All’esame era presente anche un perito nominato dalla famiglia e altri 5 consulenti, uno per ogni medico indagato. Nulla è trapelato dall’esame eseguito dal professore Cipolloni, che aspetta i risultati delle analisi di laboratorio prima di un confronto con la Procura. Si è comunque preso 90 giorni per consegnare una relazione sulle cause del decesso del piccolo. Cipolloni è lo stesso medico legale che si era occupato delle autopsie di Gaie e Camilla, le due ragazze investite a Roma nel 2019 dal figlio del regista Paolo Genovese. Intanto sulla chiusura e la riapertura del punto nascita il sindacato dei medici Cimo, di cui è presidente il dottor Quintino Desiderio, è intervenuto inviando una lettera ai vertici della sanità molisana, al Prefetto, a Palazzo Chigi e anche al sindaco di Termoli. “Spiace rilevare – si legge – come, da parte degli Organi Direzionali della Sanità Molisana si precostituiscano sentenze prima dei processi, predisponendo ed assumendo atti e strategie capotiche che nulla hanno a che fare con la corretta funzionalità della macchina sanitaria Molisana, né con una sua adeguata programmazione”. Desiderio critica la richiesta fatta alle regioni vicine di accettare donne molisane in gravidanza, il tutto in una regione sotto piano di rientro che prima del Commissariamento aveva debito sanitario, ospedali funzionanti e personale medico e paramedico adeguato, e nella quale il Presidio Ospedaliero di Termoli, in particolare, garantiva esso assistenza sanitaria alle regioni limitrofe, non la chiedeva!! Dopo anni di Commissariamento- aggiunge Desiderio – questa regione si ritrova sempre con il debito sanitario, senza, però i Presidi Ospedalieri e senza il personale. Il tutto, ovviamente, in una regione con l’Azienda Sanitaria Unica sfornita del piano relativo alle Urgenze ed Emergenze Sanitarie, sfornita delle garanzie relative al trattamento delle patologie tempo dipendenti, sfornita di elisoccorso, sfornita di DEA di Secondo Livello. Desiderio annuncia un libro bianco che verrà consegnato alla stampa e agli Organi Giudiziari competenti e invita il sindaco di Termoli Francesco Roberti a convocare d’urgenza la conferenza dei sindaci.

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