Si torna a nascere a Termoli. Il Tar Molise ha accolto la sospensiva presentata dallo studio di Vincenzo Iacovino e dallo studio di Massimo Romano contro il provvedimento Asrem che mercoledì scorso disponeva, su impulso del commissario Flori De Grassi, lo stop alle accettazioni ostetriche al San Timoteo. Un provvedimento che aveva sollevato subito numerose polemiche e la reazione del sindaco di Termoli e presidente della Provincia Francesco Roberti che aveva deciso di promuovere subito un nuovo ricorso al Tar. Otto i Comuni ricorrenti, in testa quello di Termoli, seguono Campomarino, Montecilfone, San Giacomo, Palata, Montefalcone del Sannio, Guglionesi, Portocannone. C’è poi il comitato Molisanità e alcune mamme che devono partorire nelle prossime settimane. Il ricorso è stato depositato ieri sera e a poche ore di distanza è arrivata la decisione del presidente del tribunale amministrativo regionale il dottor Nicola Gaviano, che ha accolto la richiesta. La decisione è immediatamente esecutiva, dunque si torna a nascere a Termoli. Stando a quanto scritto dal giudice il ricorso è sorretto da censure meritevoli, rilevando l’assenza di un’esaustiva motivazione nel provvedimento Asrem, carente anche nei tempi di riorganizzazione del servizio. L’udienza collegiale è stata fissata all’otto settembre. Insomma sono state accolte in pieno le motivazioni dei ricorrenti. Soddisfatto il sindaco di Termoli Francesco Roberti che ora chiede che l’Asrem una volta per tutte si occupi del potenziamento dell’ospedale di Termoli. Va avanti invece l’indagine aperta dalla Magistratura sulla morte del neonato a poche ore dal parto. Ci sono cinque medici indagati e per martedì è prevista l’autopsia.

Di seguito le motivazioni riportate dal presidente del tribunale amministrativo:
“Considerato che il ricorso si presenta a un primo esame sorretto da censure meritevoli di attento vaglio in sede collegiale; Rilevato che la misura oggetto d’impugnativa, data anche la gravità dei suoi impatti, potrebbe giustificarsi solo se dotata di efficacia contenuta entro un intervallo temporale predeterminato e assai breve (dovendo diversamente essere sorretta da precise risultanze istruttorie e un’esaustiva motivazione, nella specie non fornite); Osservato, per converso, che i provvedimenti impugnati dispongono invece – almeno allo stato- una sospensione sostanzialmente a tempo indeterminato del servizio di cui in atti; Ritenuto, per quanto precede, che poiché il periculum in mora prospettato integra il requisito della estrema gravità e urgenza, l’istanza cautelare in esame meriti accoglimento”

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