E’ arrivato in bermuda e camicia bianca attraversando a piedi il corso di Termoli, Matteo Salvini, reduce da una domenica trascorsa in diverse città della Puglia, con il tour che ha deciso poi di concludere a Termoli. Puntuale sulla serrata tabella di marcia il leader della Lega era atteso in piazza Vittorio Veneto per sostenere la campagna referendaria sulla giustizia, con la possibilità di sottoscrivere i sei quesiti che prevedono la riforma del Csm, la responsabilità civile delle toghe, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l’abolizione del decreto Severino per gli amministratori locali. “In un solo week end raccolte già 100mila firme” ha annunciato Salvini.

Salvini è stato accolto dal coordinatore Jari Colla, dai consiglieri comunali della Lega di Termoli, c’era anche l’ex assessore regionale Michele Marone. La gestione della sanità in Molise, le postazioni del 118 senza medici sono state la miccia per lanciare una forte critica al governatore Donato Toma. “In Molise la situazione è strana, qui la sanità fa acqua ed è assodato. C’è un governatore che cambia le giunte ogni 15 giorni, è dunque difficile lavorare stabilmente, c’è una politica chiusa nel palazzo della regione e non sempre attenta alle esigenze dei sindaci e dei cittadini. Qua in Molise è difficile anche parlarci con Toma” ha dichiarato Salvini

Momenti di tensione in piazza con le contestazioni e i fischi partiti da un gruppo di appartenenti alla sinistra non appena Salvini ha preso la parola. Ci sono stati attimi di forte agitazione tra i contestatori e i sostenitori della Lega, ed è dovuta intervenire la polizia per calmare gli animi. Dunque spazio all’immancabile momento dei selfie, con lo stesso Salvini che ha invitato i presenti a farsi avanti per le foto. (Mi)

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