di Pasquale Di Bello

Mentre il centrodestra arranca e fatica sul piano regionale e locale, il centrosinistra affila le armi in vista di quello che sarà l’appuntamento centrale della primavera 2023: quello delle elezioni regionali.
La lunga marcia di avvicinamento a quella scadenza parte da Isernia dove, questo autunno, è programmata l’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale. L’unica cosa certa, al momento, è che il candidato chiamato a succedere D’Apollonio non sarà D’Apollonio. A destra c’è una ressa e una rissa, una ressa di candidati e una rissa in corso tra tutte le anime della coalizione: Iorio, Toma, Tartaglione Di Baggio, un tutti contro tutti che potrebbe consegnare le chiavi della città alla sinistra.
Dalle parti di PD e soci, infatti, proseguono con profitto gli incontri preparatori. Ultimo in ordine di tempo, quello di ieri sera che ha messo insieme oltre al Partito Democratico, il M5S, Italia in Comune, Sinistra Italiana, Più Europa e Partito socialista, sulla carta un blocco di sigle il cui asse portante è rappresentato dal partito di Enrico Letta e da quello di Beppe Grillo o Giuseppe Conte – aspetto al momento da chiarire – ma che in ogni caso rappresenta un buon viatico verso la conquista di palazzo San Francesco.
Da qui a palazzo D’Aimmo e Palazzo Vitale, sedi rispettivamente del Consiglio regionale e della Giunta il passo potrebbe essere breve. E’ atteso l’arrivo in Molise di Matteo Salvini. Il leader del carroccio sarà in regione per sostenere i referendum sulla giustizia e, verosimilmente, non incontrerà nessuno dei rappresentanti regionali del centrodestra. Dopo aver disarcionato l’incolpevole Michele Marone dallo scranno di assessore, il presidente della regione Toma e Salvini non si sono più incontrati. E non lo faranno nemmeno in questa circostanza. Se ne parlerà al momento delle trattative per la regione e, nelle more, se ne parlerà nel passaggio intermedio delle comunali isernine.
Una riflessione da fare è quella sulla polarizzazione verso la quale si avvia il centrodestra, con la inarrestabile fase crescente di Fratelli d’Italia, da una parte, che a Isernia può contare sull’armata che fa capo a Michele Iorio e dall’altra sulla tenuta della Lega che seppur a scartamento ridotto continua grazie a Salvini a macinare consensi. Chi rischia di rimanere con le ossa rotte e Fratelli d’Italia insieme all’area centrista che, se la musica continua ad essere questa, e se a destra si solfeggia a orecchio e senza spartito, finirà per tirare una stecca storica il cui stridio arriverà sino alle regionali.

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