Giorno dopo giorno, le prossime elezioni comunali di Isernia si stanno evolvendo e trasformando, perdendo di vista l’orizzonte civico di Palazzo San Francesco e guardando molto più in là, verso il 2023, quando si voterà per Regione e Parlamento. Un cantiere aperto, o meglio un laboratorio, in cui si fanno e si disfano nuove confluenze e nuove alleanze. Quella che è venuta fuori per prima e ufficialmente è l’aggregazione tra Pd e Cinque Stelle. Attualmente in consiglio comunale c’è il solo Mino Bottiglieri a rappresentare i Grillini. I democratici, anno dopo anno, hanno perso tutti i lora rappresentanti, a partire dall’ex candidata sindaca Formichelli. È evidente che, stando al governo insieme e dopo essersi già alleati in altre grandi città, anche a Isernia Grillo, Conte ed Enrico Letta punteranno ad aggregare attorno a loro tutte le forze laiche e partitiche del Centrosinistra. Ci sono poi due alleanze in cantiere, sono entrambe centrali rispetto a destra e sinistra. La prima è l’unione tra Azione di Carlo Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi ed il movimento civico Nexus. La seconda è l’alleanza tra Udc, Orgoglio Molise, e i Popolari di Vincenzo Niro. Infine c’è il magma incandescente del Centrodestra ufficiale, quello che sulla carta, se fosse unito, avrebbe già la vittoria in tasca, ma che attualmente viaggia su tre, quattro direttrici diverse. Si comincia con Michele Iorio e Filoteo Di Sandro di Fratelli d’Italia, che chiederanno il sindaco per il loro partito, ma che non ripudierebbero, così ha fatto capire l’ex governatore, una grande alleanza civica, trasversale, che unisca tutti sotto la stessa bandiera. C’è poi Fratelli d’Italia più oltranzista, che è quella di Giovancarmine Mancini, che si richiama all’assessore regionale Quintino Pallante e che boccia le alleanze trasversali, puntando solo sul centrodestra. Infine c’è il blocco Forza Italia-Lega, che si raccoglie attorno ad Annaelsa Tartaglione e che aspetta le decisioni del tavolo nazionale con Berlusconi, Salvini e Meloni. Appare del tutto scontato che, dietro tutto questo minestrone politico, si nascondano mire ben più elevate di Palazzo San Francesco, ovvero le poltrone da consigliere regionale da parlamentare. Dopo l’esodo di ben tre parlamentari Grillini su quattro, ci sono due poltrone da deputato e due da senatore da assegnare e conquistare il comune di Isernia è una prima base. Stesso discorso per la Regione, anche qui i movimenti ed i riposizionamenti sono già in corso. Difficile, se non impossibile decifrare il futuro, ma gli schieramenti di Isernia ci diranno già che giocherà da protagonista per un giro in più sulla giostra di Palazzo D’Aimmo.

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