Secondo le stime di Prometeia, il prodotto interno lordo del Molise si è ridotto nel 2020 dell’8,0 per cento, in misura di poco inferiore al dato nazionale (8,9). E’ questo uno dei dati contenuti nel rapporto sull’andamento dell’economia molisana nello scorso anno, presentato questa mattina dalla Banca d’Italia a Campobasso. Sono state pesanti le ripercussioni della pandemia. Il calo del Pil, in particolare, è stato determinato dalla forte riduzione della domanda interna, non compensata dalla crescita delle esportazioni, il cui impatto sul prodotto è molto limitato dalla ridotta apertura verso l’estero dell’economia regionale.

Per quanto riguarda le imprese, l’attività produttiva si è drasticamente ridotta nella prima fase dell’emergenza sanitaria, recuperando poi nei mesi successivi solo parte della flessione. Nel settore industriale l’indagine condotta dalla Banca d’Italia su un campione di aziende con sede in Molise ha rilevato un’ampia prevalenza di imprese che hanno registrato un calo del fatturato; anche la spesa per investimenti si è sensibilmente ridotta, ma nelle previsioni degli imprenditori dovrebbe tornare a crescere nell’anno in corso. Nel settore delle costruzioni, dopo i segnali di recupero emersi nel 2019, si è registrato un marcato calo delle ore lavorate, soprattutto nella prima parte dell’anno. Nei servizi privati, il calo dei consumi delle famiglie e le limitazioni al movimento delle persone hanno fortemente pesato sul commercio e sul turismo, nonostante i segnali di miglioramento rilevati nel terzo trimestre.

Nell’anno del covid l’occupazione in Molise in calo, soprattutto tra i lavoratori con contratto a termine e quelli impiegati nel terziario; la partecipazione al mercato del lavoro è diminuita, anche in ragione delle maggiori difficoltà nella ricerca di un impiego dovute alle misure restrittive e del deterioramento delle prospettive occupazionali.

L’impiego degli ammortizzatori sociali – ha spiegato il direttore Marcello Malamisura – si è attestato su livelli eccezionalmente elevati, limitando le ricadute occupazionali conseguenti al marcato calo delle ore lavorate. Anche il ricorso alle altre misure a sostegno delle famiglie è aumentato significativamente, consentendo di attenuare la flessione del reddito disponibile”. Il forte calo dei consumi, più accentuato di quello del reddito, si è accompagnato a un aumento delle riserve di liquidità e a una riduzione del ricorso all’indebitamento per il finanziamento delle spese; la crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni ha sensibilmente rallentato, risentendo della netta flessione delle negoziazioni di immobili nel primo semestre dell’anno.

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