Il Comune di Roccavivara ricorda l’Ispettore di Polizia Carlo Tufilli a 25 anni dal tragico assassinio. Il 22 giugno 1996, in forza al Commissariato romano di Porta Maggiore, al termine del servizio, l’ispettore capo Carlo Tufilli stava facendo ritorno a casa a bordo del treno locale Roma-Pantano. Durante il viaggio il poliziotto si accorse di due rapinatori armati nel vagone accanto al suo. Per non mettere in pericolo gli altri passeggeri, Tufilli decise di intervenire nei pressi della stazione di Grotta Celoni. L’ispettore impugnò la pistola e intimò ai rapinatori di gettare le loro pistole. i due criminali risposero aprendo il fuoco. Tufilli fu ferito mortalmente, ma riuscì ad abbattere uno dei rapinatori, mentre l’altro fu arrestato il giorno seguente. “Il nostro paese, Roccavivara, – scrive il sindaco Angelo Minni a nome di tutta l’amministrazione – sei anni dopo l’episodio ha deciso di intitolare alla sua memoria la piazza che lo ha visto giocare, crescere e costruire una vita, purtroppo interrotta bruscamente. Ogni anno ci stringiamo attorno al dolore della famiglia e di tutta la comunità rocchese che celebra la scomparsa del suo eroe. Esempio di correttezza e abnegazione, gli ex colleghi raccontano che a Carlo venivano affidate le pratiche più delicate, quelle cui occorreva intelligenza. Viene descritto come un uomo che aveva gran rispetto per la vita umana, cosa che derivava dal suo essere profondamente religioso. Il rispetto del regolamento intimando l’alt, le precauzioni di salvaguardia per gli altri passeggeri sono costati la vita all’ispettore Tufilli. in questo modo, a distanza di 25 anni, la rabbia di tutta la nostra piccola comunità rocchese e di tutta la comunità razionale continua ad essere viva se si pensa a come sia potuta accedere questa tragedia. Carlo non era solo un rispettato poliziotto romano, Carlo era un cittadino di Roccavivara esempio di dignità e lavoro. Egli portava dentro di sé le caratteristiche del cittadino rocchese in giro per il mondo: dirittura morale, coraggio, sorriso, forza di volontà, amore e passione per il proprio lavoro. Oggi il nostro pensiero non va solo al ricordo di Carlo, ma anche e soprattutto a tutti gli insegnamenti che può offrire a noi, in particolare ai più giovani della nostra comunità. L’esempio dell’ispettore Tufilli – chiude la nota dell’amministrazione comunale – diventi occasione per costruire una vita responsabile, ma coraggiosa, in cui non si abbia paura di sbagliare, ma si scelga con determinazione di lasciarsi travolgere dal mondo da protagonisti e non da elementi marginali. in fondo, noi siamo quello che scegliamo di essere. Carlo ha scelto di essere il nostro eroe e oggi, come 25 anni fa, continua a riempirci d’orgoglio”.

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