Il nuovo volume “Archeologia di Agnone”, a cura dell’autore Bruno Sardella, racconta in chiave archeologica l’evoluzione dei popoli che hanno abitato le terre agnonesi e quelle dei Comuni limitrofi come Belmonte del Sannio, Capracotta, Vastogirardi e San Pietro Avellana.

Si tratta quindi di una lettura di dati utile per riscoprire le tradizioni e i valori delle terre altomolisane spaziando dall’età sannitica al Medioevo. Il libro è disponibile all’acquisto sia negli store online che in quelli fisici.

Di seguito la descrizione completa: “Il volume raccoglie i risultati di tre anni di indagini archeologiche svolte nel territorio di Agnone (Is) e nei Comuni limitrofi di Belmonte del Sannio, Capracotta, Vastogirardi e San Pietro Avellana. L’area in esame è quella del Molise settentrionale che nell’antichità ha avuto una valenza strategica fondamentale. Attraversata da due tratturi principali (il Lucera – Castel di Sangro e il Celano – Foggia) e da diversi bracci tratturali, essa mette in comunicazione le valli dei Fiumi Sangro e del Trigno, che oggi segnano il confine tra le Regioni Molise e Abruzzo. In epoca sannitica questo territorio appartenne ai sanniti Pentri confinanti con i Carricini e i Lucani settentrionali. In età romana fu assegnato alla tribù Voltinia e diviso amministrativamente tra i Municipia di Terventum e di Aufidena. Nel Medioevo, prima dell’avvento dei Normanni, furono i conti Borrello i dominatori di questo lembo di Sannio. Le ricognizioni archeologiche hanno consentito di individuare e schedare circa 150 Unità Topografiche di epoche diverse, databili dal paleolitico sino al medioevo.

Tra queste si annoverano ben 5 fortificazioni in opera poligonale d’epoca sannitica e almeno 4 luoghi di culto. Numerosi gli insediamenti capannicoli riferibili all’età del Ferro, mentre per l’età romana sono state individuate almeno tre grandi ville nelle immediate vicinanze di Agnone e numerose fattorie. Oltre all’indagine di superficie il progetto ha previsto ricerche negli Archivi di Stato di Roma e di Napoli, in quello della Soprintendenza Archeologica del Molise e nell’Archivio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’esame delle fonti medievali ha poi consentito di individuare insediamenti monastici, chiese, torri e castelli fino a oggi poco noti, che permettono di comprendere meglio la maglia insediativa del periodo.

sanniti

A validazione e controllo dei risultati del survey sono state condotte prospezioni geofisiche su un numero campione di siti individuati attraverso le prospezioni sistematiche di superficie. I risultati hanno fornito informazioni fondamentali riguardo la natura e l’articolazione planimetrica delle strutture rilevate. Gli esiti della ricerca hanno permesso così di delineare per la prima volta la storia del popolamento nel comprensorio preso in esame in un orizzonte diacronico. La Carta Archeologica così ottenuta rappresenta uno strumento di conoscenza e di tutela del territorio e dei beni culturali in esso presenti e in prospettiva una base solida per la sua valorizzazione, a disposizione delle istituzioni e in generale dei cittadini. ‘Archeologia di Agnone’ costituisce pertanto, nello stesso tempo, un punto di arrivo della ricerca archeologica, condotta dalla metà del XIX secolo sino ad oggi, ma anche una base di partenza per approfondire ulteriormente la storia e le dinamiche del popolamento del Sannio settentrionale nel corso dei secoli.

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