Parte dall’Università Federico II di Napoli e dalla collaborazione con l’Istituto di ricerca Neuromed di Pozzilli, una concreta speranza nel campo della sclerosi multipla. Malattia autoimmune del sistema nervoso centrale, la sclerosi multipla è causata da una reazione immunitaria impropria che distrugge la guaina isolante di mielina che riveste e protegge i neuroni e che svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione dei segnali nervosi.

La graduale perdita della mielina crea progressive difficoltà motorie sempre più gravi. Lo studio italiano, al quale ha collaborato anche il Dipartimento di Neurologia del Neuromed, ha intrapreso una possibile strada per riattivare le cellule immunitarie che controllano l’infiammazione, mettendo in luce un elemento cruciale per la vita e la funzionalità dei linfociti T regolatori.

In questo studio – dice il professor Diego Centonze, responsabile dell’Unità di Neurologia del Neuromed – è stato dimostrato che l’efficienza delle cellule Treg dipende fortemente dalla produzione di una proteina che nella sclerosi multipla è fortemente limitata”.

Ma un’osservazione importante emersa dallo studio è che un farmaco già ampiamente usato contro questa patologia, il dimetil fumarato, sembra ‘imitare’ lo stato di restrizione calorica, ottenendo gli stessi risultati.

Una scoperta che suggerisce nuove vie per tenere sotto controllo l’avanzare della malattia e che apre nuove speranze per tutti i malati di sclerosi multipla, patologia che si manifesta in genere tra i 18 e i 45 anni e che colpisce, in Italia, 50 persone ogni 100 mila abitanti.

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