di Paolo Frascatore

Forse ci volevano gli avvenimenti degli ultimi giorni per acclarare le potenzialità della ventesima regione d’Italia sia in termini culturali che sportivi.

Francesca Colavita, Iolanda Massimo e la promozione meritata del Campobasso Calcio in serie C rappresentano la punta di diamante di un popolo abituato a soffrire, a lamentarsi poco, a risollevarsi con le proprie forze nei periodi di crisi.

Paolo Frascatore

Ma, come rilevato in altre occasioni, il discorso non si esaurisce soltanto su questi campi, certo importanti e significativi per una regione che conta soltanto trecentomila anime.

Non mancheranno sicuramente altre occasioni per mettere in risalto le qualità della penultima regione d’Italia (in termini di abitanti).

Dei tre eventi degli ultimi giorni ne hanno parlato ampiamente ed esaustivamente gli organi di informazione regionale.; per cui al plauso per i traguardi raggiunti e per i dovuti riconoscimenti, bisogna aggiungere una riflessione politica pacata, ma scevra da possibili strumentalizzazioni di parte.

Del resto, lo spirito di questa testata giornalistica (diretta da Manuela Petescia) si pone al di sopra degli scontri politici, del partitismo fine a sé stesso, della polemica politica spicciola che certo, in definitiva, non rappresentano una seria e coscienziosa assunzione responsabile di problemi da risolvere, scadendo spesso in invettive e scontri personali che non hanno nulla di realmente programmatico per il raggiungimento del bene comune.

Sicuramente è compito della politica saper essere attenta ai richiami ed alle esigenze che promanano dalla società; ma è altrettanto doveroso da parte di una informazione corretta, obiettiva e scevra da calcoli utilitaristici porsi come cassa di risonanza nel propagandare (in termini positivi) una sorta di rilancio, se non di sviluppo in itinere, di questa regione.

La questione si pone, certamente, in primis per chi ha l’onere e l’onore di guidare il Molise, ma anche per chi immagina un nuovo percorso che l’attuale classe dirigente sembra non intravvedere e che riguarda tutte le potenzialità economiche, medio-piccole, che anche in regime di pandemia hanno saputo resistere ed affrontare problematiche legate alla stessa sopravvivenza.

Il Molise esiste, eccome! Occorre solo uno slancio di fantasia, a volte di rischio, che sappiano realmente porsi sul mercato in termini di qualità e di genuinità dei prodotti, ma soprattutto anche rispetto ad un percorso di attrazione turistica in grado di saper coniugare (come si dice in termini economici) qualità e prezzi.

Qualcuno potrà sicuramente obiettare che per far questo occorre una classe dirigente preparata, competente, seria, onesta, che non abbia interessi economici, ma che si spenda disinteressatamente per lo sviluppo complessivo del Molise.

I tre avvenimenti richiamati all’inizio insegnano che è possibile anche svincolarsi da tutta una serie di lacci che condizionano in senso negativo questa regione, perché l’indipendenza, la professionalità, la cultura ed il vivere solidaristicamente non appartengono a buona parte della classe politica molisana.

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