Dodici ora di presidio davanti alla sede della Giunta regionale. Gli operatori socio sanitari contrattualizzati a partita Iva ricorrono ad una forma di proposta estrema per avere dalla politica, dall’Azienda sanitaria regionale e dal Commissario ad acta per la sanità, una risposta alla questione che li vede protagonisti. Dopo quattordici mesi di proroghe, i loro contratti sono cessati lo scorso 31 maggio e 80 persone si sono ritrovate dall’oggi al domani senza lavoro e senza reddito. Per ben due volte la politica è intervenuta sulla questione, il 14 gennaio e il 1 giugno, entrambe le volte con una mozione di sostegno alle partite Iva votata all’unanimità, e entrambe le volte il documento di indirizzo dell’aula è restato lettera morta. Si è chiesta la proroga dei contratti e il riconoscimento di una premialità ma dall’Asrem non c’è stato nessun seguito alle mozioni. A questo punto l’interrogativo sul ruolo e l’utilità del Consiglio è d’obbligo.

Torna sul tema, dopo essersi espressa in passato, anche la Cgil. Inaccettabile quello che è successo in Molise dice Franco Spina, segretario della Cgil Abruzzo e Molise.

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