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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - 5 Giugno 2021

Federazione Lega – Forza Italia: favorevole Marone, aperta Tartaglione, attendista Toma

Berlusconi Capo dello Stato e Salvini Capo del Governo. E’ questa l’ipotesi recondita che si nasconde in filigrana dietro all’ipotesi di federazione tra Lega e Forza Italia lanciata da Matteo Salvini e abbracciata con interesse da Silvio Berlusconi.

Oltre allo scenario di lungo periodo che mira alla conquista del Quirinale e di Palazzo Chigi se ne presenta un altro di medio termine che punta da una parte a rafforzare il peso futuri alleati all’interno del Governo Draghi del quale diverrebbero la prima forza politica e dall’altro a arginare la dilagante avanzata di Giorgia Meloni che, con Fratelli D’Italia insidia sempre più da vicino la Lega.

L’idea appena lanciata ha sollevato un vespaio di polemiche, soprattutto in Forza Italia che teme l’annessione alla Lega. Contrarie si sono dichiarate le ministre Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna che hanno fatto scintille con la capogruppo del partito al Senato, Anna Maria Bernini, berlusconiana, di ferro.

Reazioni differenziate anche in Molise. Chi vede positivamente l’idea di federazione e di costituzione di gruppi parlamentari unici è l’ex assessore regionale al Lavoro, Michele Marone, potenziale candidato del Carroccio alle prossime elezioni politiche generali. “E’ questa la strada giusta – dice – per rafforzare il nostro peso nel Governo”.

Disponibile si dice invece l’Onorevole azzurra Annaelsa Tartaglione che sulla ipotesi di federazione ha una posizione aperta. “Ho fiducia nel presidente Berlusconi col quale, insieme agli altri parlamentari, c’è stato un confronto per declinare il progetto in tutte le sue articolazioni”.

Quello più freddo è invece il Presidente della Regione, Donato Toma, che si dice fermo su una posizione attendista. “Prima di esprimere una valutazione, aspetto di conoscere il progetto nei suoi dettagli. Detto questo – ha aggiunto Toma – ho fiducia nelle valutazioni del Presidente Berlusconi.

Questo è il quadro locale. Resta sullo sfondo lo scenario politico generale che ci porterà alle elezioni politiche nel 2013 e, prima ancora, all’elezione del nuovo Capo dello Stato. Conti alla mano, fatta la federazione a Berlusconi mancherebbero una cinquantina di voti che potrebbero arrivare da Italia Viva, altre formazioni, pezzi del PD e scontenti del Movimento 5 Stelle.

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