… E le stelle stanno a guardare

di Paolo Frascatore

Qualcuno potrebbe immaginare si tratti del famoso romanzo di Archibald Joseph Cronin o della miniserie televisiva di riferimento di Anton Giulio Majano andata in onda nel 1971 sulla Rai.

Paolo Frascatore

Niente di tutto questo, anche se qualche “big” della politica nostrana resterà deluso. Ma tant’è, son passati ormai tre lunghi anni dalla primavera 2018. Una primavera targata politicamente M5S.

In quella occasione il Movimento del comico, assunto agli onori della cronaca politica non solo nazionale, suonava le trombe, soprattutto nel Molise, per aver fatto quasi l’en plein alla Camera ed al Senato.

Dovevano (l’imperfetto è d’obbligo) cambiare la politica, restituirle credibilità, onestà; dovevano rappresentare gli interessi popolari (soprattutto dei più deboli e degli emarginati); dovevano impostare e portare avanti programmi di sviluppo sostenibile e di green economy.

Nella nostra regione, poi, affermavano di non essere “il partito della protesta ma quello della proposta e con un solo obbiettivo: migliorare la qualità della vita degli italiani.” Probabilmente neanche i marziani scriverebbero simili fantasie, tenuto conto che in questa regione in soli tre anni la popolazione continua a diminuire, i giovani emigrano, l’economia è in uno stato comatoso, le infrastrutture sono da medioevo.

I grillini hanno resuscitato non tanto quella vecchia politica che dicevano essere morta dopo il voto del 5 marzo 2018, ma quella cattiva politica che riteneva il potere essere un fine personale da raggiungere.

Sicuramente quest’ultimo obbiettivo lo hanno raggiunto: dopo essere passati da destra a manca ed aver accettato il Governo Draghi, pur di mantenere lo scranno parlamentare e far restare alla Farnesina “l’illuminato” della politica italiana, hanno messo al sicuro il vitalizio parlamentare (che dicevano di voler abolire).

Sì! Perché nel 2023 non ci sarà un nuovo en plein e uno dei peggiori Movimenti sorti negli ultimi anni si estinguerà naturalmente, come avvenne per il Movimento del nostro conterraneo Antonio Di Pietro.

La storia è sempre maestra e, in quasi quest’ultimo lustro di tempo, ha insegnato che le doti politiche non si inventano dalla sera alla mattina, ma sono il frutto di competenza, serietà ed onestà.

Ma la storia ha anche insegnato che una proposta ed un programma politici non si costruiscono sulla protesta e sul malessere di un popolo.

I molisani, abituati a sopportare e spesso a soffrire, hanno sempre dimostrato di avere memoria storica e di non lasciarsi incantare in eterno dal richiamo delle sirene a 5 Stelle , né  dalle citazioni liturgiche de “in alto i cuori”.

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