“Se non ci saranno interventi immediati, l’anno 2021/22 rischia di essere un anno nero per la scuola molisana”. E’ il grido d’allarme lanciato dal coordinatore regionale della FLC CGIL Abruzzo Molise Pino la Fratta in occasione dell’assemblea organizzata dal sindacato e al quale hanno partecipato oltre 400 precari in videoconferenza.”Oltre agli atavici problemi con cui conviviamo ormai da anni (organici, edilizia scolastica, riduzione del tempo scuola e assenza del tempo pieno) senza interventi immediati inizieremo il nuovo anno scolastico con oltre 1.500 precari, 1.000 docenti e 500 ATA” – ha dichiarato –  Si tratta di numeri significativi, che derivano dai posti residuati dalle mancate immissioni in ruolo di docenti ed ATA nell’ anno scolastico 2021/22 (circa 250), dalle disponibilità derivate dai pensionamenti (circa 260 lavoratori) e dalle supplenze sulle deroghe del sostegno e sull’organico di fatto del personale docente ed ATA (oltre 600 posti). A questi numeri – ha proseguito La Fratta – potrebbero aggiungersi quelli relativi al cosiddetto organico Covid, ovvero il personale docente ed ATA che è stato assunto con contratto a tempo determinato per garantire il rispetto dei protocolli di sicurezza in virtù dell’emergenza epidemiologica e che abbiamo chiesto di confermare e prorogare anche per l’a.s 2021/22″ (circa 360 unità, tra docenti ed ATA). Volendo fare un bilancio possiamo dire che i concorsi “modello Bussetti – Azzolina” non solo non hanno velocizzato il reclutamento, ma lo hanno portato in un pantano, con il precariato che ha raggiunto cifre ingestibili per l’intero sistema scolastico. La debolezza dell’attuale impianto é tema è di grande attualità, tanto che nel Recovery Plan si paventa una revisione del sistema di reclutamento. La FLC non chiede “la sanatoria”, come strumentalmente detto da alcuni politici, ma percorsi di assunzione incentrati su procedure semplici e efficaci. Si tratta di questioni cogenti sulle quali sono state diverse le sollecitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori intervenuti in assemblea. Ora è il momento della concretezza, non si può attendere oltre: è in gioco il funzionamento della scuola”, ha concluso il sindacato.

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