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Cronaca - Evidenza - 4 Maggio 2021

Terrorismo, Di Marzio ancora latitante: nel suo ristorante lavorava anche Alimonti

Maurizio Di Marzio e’ sempre latitante e il suo obiettivo e’ evidente: arrivare al 10 maggio (lunedì prossimo), giorno in cui la pena a 5 anni e 9 mesi che deve ancora scontare sara’ prescritta. L’antiterrorismo francese e gli esperti italiani sono sulle sue tracce: “Non ci rinunciamo”, e’ la loro promessa. Questo mentre gli altri ex terroristi fermati a Parigi la scorsa settimana sono già a casa. Da domani si comincia con i processi.

Ire’ne Terrel, storica avvocata degli italiani, che ha convinto Luigi Bergamin e Raffaele Ventura a costituirsi, sostiene di “non avere novita’” sull’ex terrorista originario di Trivento.

L’obiettivo Di Marzio, che ha comunque scontato un lungo carcere preventivo in Italia e al quale resterebbero soltanto pochi anni, non era all’inizio il principale. La convinzione degli inquirenti e’ che la rete di protezione degli ex terroristi italiani in Francia sia ancora attiva e che all’occorrenza possa entrare in azione per proteggere chiunque di loro avesse bisogno di sottrarsi alla giustizia. Dopo anni si conoscono perfettamente, ognuno conosce i movimenti degli altri – secondo gli inquirenti – prova ne sia che al ‘Baraonda’, il locale di Di Marzio, uno dei dipendenti era l’altro ex brigatista Luigi Alimonti, uno dei 9 fermati. Per ora, l’ordine di scuderia, per tutti, e’ profilo bassissimo e rifiuto assoluto di dichiarazioni pubbliche, interviste, incontri anche con amici. “E’ ancora troppo presto – taglia corto la Terrel – avranno molto tempo per decidere se esprimersi o lasciar parlare qualcuno che li rappresenti”.

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