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Da Moro e Berlinguer a Fedez e Sardine

Di ANGELO PERSICHILLI
Matteo Salvini è diventato lo sparring partner preferito da qualsiasi personaggio in cerca di pubblicità. Perché? O Salvini è il più bravo col quale qualsiasi ‘pistolero’ in cerca di gloria deve confrontarsi per diventare famoso, oppure la politica italiana è scesa tanto in basso da crearsi un mediocre bersaglio col quale far finta di parlare di politica e usare tale dibattito come certificato di esistenza in vita.
Propendo per la seconda ipotesi in quanto, considerando la mediocre carriera del leader della Lega, la sua forza è proprio la debolezza degli avversari. Infatti, per elevarsi, necessitano di elevare anche il loro mediocre bersaglio, appunto Salvini, col quale ingaggiare chiassose quanto innocue battaglie.
Ultimamente qualsiasi leader in difficoltà ha evocato Salvini per sviare l’attenzione dai problemi che lo affliggono. Lo ha fatto Giuseppe Conte quando lo prendevano a calci i suoi amici all’interno del Movimento e quando i suoi stessi alleati di governo premevano per farlo fuori. Lo fa adesso anche Enrico Letta che continua a provocare Salvini nel momento in cui sta faticando per rimettere insieme i cocci del PD e accoppiarli ai cocci che restano del M5S dopo la sparata di Grillo. Per non parlare del papocchio ideologico da confezionare per mettere insieme quelli di Liberi e Uguali col pot-pourri dei sostenitori del M5S e i resti dei partiti della Prima Repubblica finiti sull’isola degli ex famosi quale è il PD.
Quisquilie direbbe Totò, in confronto al grave pericolo per la democrazia costituito da un despota pericoloso e sanguinario come Salvini il quale, dettaglio che a molti sfugge, sta al governo insieme a loro. Un pastrocchio politico che non ha precedenti nemmeno nella più sgangherata coalizione della Prima Repubblica, con l’aggravante che mentre allora c’erano personaggi come Andreotti, Moro, Berlinguer e Craxi, ora a guidare il dibattito sono i Beppe Grillo, le Sardine e ora questo Fedez.
Nel momento in cui la gente continua a morire di Covid, l’economia in ginocchio, migliaia di imprenditori falliti, famiglie disperate, turismo in coma, scuole nel caos, ordine pubblico a corrente alternata nel senso che non vi azzardate ad aprire un bar per un caffè ma potete scendere in migliaia in piazza per celebrare uno scudetto a Milano o commemorare Maradona a Napoli, dicevo mentre tutto questo sta accadendo in Italia i maggiori titoli dei notiziari e giornali nazionali riguardano la polemica di Fedez, aspirante Grillo di serie B, per un suo messaggio ‘urbi et orbi’ bloccato dalla Rai con la complicità (indovinate un po’?) di Matteo Salvini.
Ma che senso ha? Semplice: senza la presenza di Salvini il centrosinistra dovrebbe fare un discorso politico serio che non può fare. E per non farlo ricorrono sempre a qualche diversivo esterno. Lo scorso anno furono le ‘sardine’ a fare da fronte per Zingaretti e compagni per arginare l’avanzata di Salvini. Quest’anno c’è Fedez che, forse per riempire il vuoto lasciato da un altro esponente dello spettacolo caduto in disgrazia, Beppe Grillo, cerca di guadagnare notorietà usando la tigre di carta della Lega.
L’ho già scritto e lo ripeto: Matteo Salvini ha smesso di essere rilevante nel quadro politico italiano quando nell’agosto del 2019 decise tentare il colpaccio delle elezioni anticipate ma fallì. Fallimento causato non da Zingaretti e compagni, che sono rimasti sempre ai margini nei momenti critici, ma da Matteo Renzi che rabberciò una coalizione di governo capeggiata da Conte e appoggiata dal PD e M5S. Coalizione che è durata fino a quando Renzi ha deciso di sostituire Conte con Mario Draghi. Coalizione che sta facendo un ottimo lavoro in Italia e all’estero. E mentre Draghi lavora, noi ci occupiamo del prezioso messaggio di Fedez, premio Nobel per non so che cosa, bloccato dalla RAI. Anzi no, da Salvini.
Mi sorprende Enrico Letta, persona che ritengo seria e preparata ma che mi sembra ora in grande difficoltà. Infatti, non vedo per quale motivo, se non quello di provocare Salvini, debba mettere sul tavolo proposte controverse, come Jus Soli, nel momento in cui la crisi economica e sociale è profonda, la coalizione di governo è fragile e l’Italia non può permettersi una nuova crisi senza mettere in pericolo la sua già debole credibilità a livello internazionale. Certo, si può discutere sulla proposta di Jus Soli, ma non credo che sia la priorità più importante nel momento in cui il governo sta facendo salti mortali per aiutare milioni di italiani in difficoltà economica e centinaia che continuano ancora a morire. Meglio parlare quindi di Salvini, Jus Soli e Fedez invece di preparare un programma economico e sociale da mettere insieme con Liberi e Uguali, Renzi, Conte e gli orfani di Beppe Grillo.

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