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Cultura - Culture - Evidenza - Travel - 1 Maggio 2021

Esploriamo i borghi del Molise: San Pietro Avellana

Un viaggio alla scoperta delle bellezze e del patrimonio culturale di San Pietro Avellana

di LIA MONTEREALE

Il nostro viaggio di oggi ci porta a San Pietro Avellana, comune in provincia di Isernia. San Pietro Avellana si distingue per le sue bellezze naturali e una natura incontaminata. Quali sono le origini del suo nome?
Il nome San Pietro probabilmente ripete quello di un cenobio benedettino intorno al quale si venne ha formare il centro abitato. Secondo alcuni l’aggiunta “Avellana” potrebbe derivare da “avellane” (albero da frutto corylus avellana) che prosperavano nelle campagne nei pressi del monastero. Secondo altri invece si tratterebbe di “avellum” con riferimento alle numerose tombe di epoca romana imperiale ritrovate sul territorio. Altri ancora ritenevano che Avellana potesse essere l’italianizzazione di “Ad Volana” e che quindi il cenobio benedettino si trovasse nei pressi di Volana, città sannita conquista ed abbattuta dal Console romano Carvilio nel 458 a.C..
Il patrono del paese è Sant’Amico e si festeggia il 29 giugno. Nel cuore del borgo si possono ammirare la chiesetta di Sant’Amico e il Museo. Il Museo ospita due sezioni: la demo-etnoantropologia e l’archeologia.
La sezione demo-etnoantropologia espone strumenti ed oggetti legati alle arti, ai costumi, alle tradizioni e ai mestieri. Il percorso archeologico espone invece i reperti osteologici con i relativi corredi provenienti da cinque sepolture della necropoli di Piano Fusaro (la necropoli del Principe Guerriero e della Principessa Bambina) di età arcaica (VI – VII secolo a.C.).
San Pietro Avellana è inoltre conosciuta per essere la “città del tartufo”. Sono presenti tartufi della varietà bianca e di quella nera. Tra le specialità enogastronomiche che offre la regione, assaggiamo un buon piatto di Cazzariegli-ê e Fasciuol. Il termine contraddistingue piccoli tubettini ad impasto pieno( “Cazzariegli-ê”), tagliati a coltello sulla spianatoia a partire da lunghe strisce impastate con patate precedentemente lessate, schiacciate, raffreddate e composte a mò di “cratere” con aggiunta di farina, un uovo, uno spunto d’olio d’oliva e un po’ d’acqua.

Per informazioni: Comune di San Pietro Avellana

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