di Giovanni di Tota

Non rifarei la lotta armata, ma non ho mai ucciso nessuno. Aveva detto così, in una intervista a un giornalista italiano che lo aveva rintracciato a Parigi, Maurizio Di Marzio unico dei dieci ex terroristi ancora latitante, dopo gli arresti di due giorni fa.

Originario di Trivento, 63 anni, Di Marzio ha sempre vissuto a Roma dove dopo aver frequentato gruppi dell’estrema sinistra, intraprese la lotta armata con le Brigate Rosse.

Deve scontare parte di una condanna per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina. Tra le azioni di cui è stato protagonista quella del 6 gennaio del 1982, quando vestito da postino suonò alla porta dell’allora vice capo della Digos della capitale, Nicola Simone. Il funzionario, insospettito da quella circostanza, dopo aver guardato dallo spioncino aprì pistola in pugno. Sul pianerottolo, insieme a Di Marzio, c’erano altri brigatisti, ma Simone fu il primo a premere il grilletto della sua 38 special, ferendo due terroristi che a loro volta avevano fatto fuoco colpendo il poliziotto a viso.

Dopo anni di latitanza, sempre in Francia, Di Marzio era stato arrestato nel ’94 e scontato parte della pena. Poi si era di nuovo rifugiato a Parigi, dove a pochi metri da piazza della Bastiglia, fino a qualche giorno fa, lavorava nella sua Bracerie Baronda, locale recensito anche su Tripadvisor. Da decenni non tornava più in Molise, nella contrada di Trivento dove ancora abitano suoi parenti.

Si era rifatto una vita aprendo il suo locale in rue de Maubeuge, nel non arrondisement, in prossimità di Gare du nord, zona semi centrale della capitale francese.

Ora è una lotta contro il tempo, perché tra dieci giorni il resto della condanna che deve scontare, 5 anni e 9 mesi andrà in prescrizione e Maurizio Di Marzio potrà passare in libertà il resto della sua vita.

Nella mia vita – aveva confessato in una delle sue rare interviste -ho fatto un mare di sciocchezze, ma non ho mai ucciso né messo le tacche sui calci delle pistole come facevano Peci e Savasta per segnare il numero delle persone fatte fuori.

Con Enzo Calvitti, nato a Mafalda, sono dunque due gli ex brigatisti originari del Molise. Ma mentre gli altri sono stati tutti rintracciati e arrestati, Di Marzio è l’unico ancora ricercato dalla gendarmeria francese.

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