Da domani parte la non-stop dedicata ai conti in Consiglio Regionale. In discussione il bilancio di previsione triennale, con la presa d’atto, della drammatica situazione in cui versano i conti della Regione. Parliamo di un’istituzione che ha un bilancio annuale di circa un miliardo, di cui seicento milioni destinati alle spese sanitarie. Per il Movimento Cinque Stelle, ci si avvicina alla sessione di bilancio con un’unica certezza: «sulle nostre teste – dicono – gravano debiti per circa 500 milioni di euro. Per ora. Perché ci sono ancora debiti ingenti che devono venire a galla, come i 7 milioni dovuti a Molise Dati o, peggio, i 40 milioni di sanzioni e interessi sui debiti previdenziali delle disciolte Asl. Più che cercare alibi e colpevoli in chi c’era prima, il governo Toma può iniziare con un mea culpa. Infatti, sottolineano i Grillini, accanto al presidente contabile, così definiscono Toma, siedono più o meno gli stessi protagonisti che hanno partecipato agli ultimi tre governi regionali. Attendiamo ancora la definitiva chiusura delle Comunità Montane che, in liquidazione da oltre un decennio. Continuiamo a pagare, profumatamente, gli affitti delle diverse sedi regionali sparse sul territorio. E ancora auto blu, stipendi da capogiro e rimborsi vari». Fin qui i Cinque Stelle e, a proposito di costi da tagliare, c’è subito una notizia: la Regione ha messo in vendita la sede di via Nomentana a Roma, pensando di ricavarne almeno un milione. Per il resto, Toma le sue carte le scoprirà domani, in consiglio regionale, dove metterà in evidenza come, tutto ciò che è accaduto, in passato, sia già stato messo nero su bianco nella delibera di giunta numero 60 del 29 marzo. Lì c’è il cosiddetto elenco della spesa, con i mutui contratti dai precedenti due governi regionali per un totale di cinquecento milioni. Lì in quella delibera c’è scritto che, fino al 2018 i residui attivi degli anni passati non venivano verificati nella loro fondatezza. E c’è anche scritto tanto altro, compresi i debiti non pagati all’Inps per i contributi sospesi. Attualmente, ogni anno, dalle casse della Regione, devono uscire 18 milioni solo per pagare i mutui. Insomma una situazione da pre dissesto, anche se Toma afferma di avere già in mente soluzioni per ogni problema. «In sostanza, dice il governatore, fino al 2018, la Regione è stata amministrata non tenendo d’occhio la compatibilità delle spese con le entrate, senza una reale pianificazione finanziaria. Con questo bilancio di previsione abbiamo messo a posto tutti i numeri, è chiaro che bisognerà stringere la cinghia, ma è anche chiaro che per la gestione dei residui attivi passati ora la palla passa alla Corte dei Conti».

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