La coalizione di centrodestra è maggioranza in Molise. A rivelarlo un sondaggio sulle intenzioni di voto al 10 aprile scorso realizzato dalla DIBIMEDIA. A favore del centrodestra si è espressa una percentuale di molisani pari al 48,7%. All’altra coalizione, quella composta secondo i mutati assetti politici da Centrosinistra e Movimento 5 Stelle, i molisani accordano una preferenza pari al 41,8%. Per quest’ultima un risultato molto a disotto delle posizioni emerse nella primavera del 2018. Impietoso il raffronto con lo scenario del tempo, quando ai 5 Stelle andò un lusinghiero 38,7% e al PD il 17,19. In totale, se la coalizione fosse quella di oggi, il Movimento 5 Stelle insieme al Centrosinistra raccolse complessivamente il 55,89%.

Il dato odierno invece inchioda gli antagonisti del centrodestra al 41,8%, un dato riferibile, sempre secondo gli indicatori nazionali, al crollo dei 5 Stelle, passati da movimento anti sistema a forza di governo perfettamente integrata a quello stesso sistema che i pentastellati intendevano aprire – molti ricorderanno l’espressione – come una scatoletta di tonno.

A stare dietro ai sondaggi, sembra che i tre anni di governo trascorsi non abbiano influito sul gradimento di un centrodestra che pure si è dibattuto in questo tempo tra molte difficoltà, a partire dalla diaspora interna che a più riprese ha visto crescere un’opposizione interna che è culminata con la mozione di sfiducia presentata a carico del Presidente della Regione, Toma, sotto la quale hanno sottoposto le loro firme Michele Iorio, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, tutti eletti nel centrodestra. La firma della Calenda, come noto, è stata poi ritirata all’atto di nomina di quest’ultima come assessore al Lavoro e alle Politiche sociali.

Se lo scarto tra il centrodestra e gli altri è ampio sotto il profilo dei voti, non lo è invece nell’aula del Consiglio regionale dove il quadro di riferimento è composto da 11 consiglieri di maggioranza e 10 all’opposizione. Un margine esiguo che non lascia tranquilli Toma e compagni, costretti a camminare costantemente ad alta quota e senza rete. Alle elezioni regionali mancano due anni e, se si votasse oggi, il centrodestra avrebbe sugli avversari uniti del Centrosinistra e M5S un vantaggio di 7 punti percentuali. Vedremo, nei due anni che restano, se sarà destinato a crescere oppure a diminuire.

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