In casa Campobasso mister Cudini ha concesso qualche giorno di riposo ai suoi, un momento per riposare e prepararsi anche mentalmente al rush finale. Occasione per recuperare al meglio gli infortunati, Tenkorang è praticamente pronto, dopo l’operazione al menisco la riabilitazione in tempi record curata dal fisioterapista Michele Ricciardi ed il suo staff. Sperano di rientrare alla ripresa delle ostilità il mediano Brenci (problemi alla schiena) ed il giovane De Biase, classe 2002 arrivato a febbraio ancora a secco di presenze. A livello atletico la squadra sta bene come dimostrato nelle ultime uscite di campionato, un lavoro non semplice quello dello staff tecnico anche in considerazione della mancanza di una data certa per la prossima gara. Al momento il Campobasso non sa quando scenderà in campo per giocare contro il Pineto o contro il Vastogirardi, in una stagione già condizionata fortemente da tutte le problematiche che conosciamo, il preparatore atletico deve far lavorare la squadra rivedendo continuamente ogni piano.

Detto questo, l’obiettivo è quello di farsi trovare pronti, nelle migliori condizioni, alla ripresa delle ostilità. La sfida con il Notaresco è più accesa che mai, i lupi hanno due punti di vantaggio e le stesse gare da giocare degli abruzzesi. Nove giornate da cui trarre il massimo. Il Campobasso deve pensare esclusivamente al suo percorso. Esposito e compagni sono in testa, questo vuol dire che la promozione in Lega Pro dipende esclusivamente dalle proprie fortune. Una vetta presa ad inizio campionato e mai abbandonata, questo non vuol dire niente, alla fine dei giochi conterà chi è primo il 13 giugno, giorno dell’ultima di campionato, ed i lupi sono pronti a vivere al massimo questo finale di stagione che può riportare la città in terza serie. Il professionismo manca dalla stagione 2012/2013, prima del fallimento societario e la ripartenza dal campionato di Eccellenza nella stagione seguente. Va detto che all’epoca Capone si trattava di Seconda Divisione dunque ex C2, come all’inizio degli anni 2000, l’amatissimo Campobasso di Giorgio Corona.

In tale ottica la Serie C, intesa come ex c1, o Prima Divisione o C unica, manca a Campobasso manca dalla stagione 88/89, annata coincisa con la retrocessione nell’ex C2. Insomma qualche anno è passato e il Campobasso attuale, può scrivere una pagina di storia indelebile del calcio rossoblu.

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