Sempre in prima linea quando c’era da difendere gli ultimi, i più deboli, le persone in difficoltà. Con la morte di Gianmario Fazzini, scontitto da un male contro il quale combatteva da tempo, Campobasso e il molise perdono un importante punto di riferimento culturale.”Se ne va una persona speciale, un gentiluomo – così lo ricordano gli amici in queste ore – un poeta, un anarchico, una spettacolare verve ironica e una intelligenza viva”. Una persona che ha sempre partecipato attivamente quando c’era da difendere i valori di uguaglianza e di rispetto degli altri. Tante le iniziative che ha promosso e le pubblicazioni. La sua era una famiglia di partigiani, non a caso si chiamava come lo zio fucilato nel 1943. Fazzini era presidente regionale dell’associazione Antigone, associazione che tutala i diritti dei detenuti. “Abbiamo appreso con grande dolore della sua prematura scomparsa – lo ricordano oggi i vertici nazionali di Antigone – era da anni impegnato per la tutela dei diritti dei detenuti reclusi nelle carceri molisane, che monitorava costantemente come parte attiva dell’osservatorio sulle condizioni di detenzione. Insieme agli altri attivisti molisani aveva promosso uno sportello di informazione legale, dedicato proprio ai reclusi. Nonostante fosse malato, anche negli ultimi tempi aveva proseguito il suo grande impegno. Lascia in tutti noi un grande vuoto e un forte ricordo”. Gianmario Fazzini aveva 64 anni, lavorava alla biblioteca dell’università del Molise. I funerali domattina alle 11 nella chiesa di Sant’Antonio di Padova a Campobasso.

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