“Il Molise è una terra che rimarrà per sempre nel mio cuore, dove ho trovato professionalità, amicizie e rapporti umani straordinari”. Raffaele Iasi ce lo dice con un’emozione che la mascherina non riesce a nascondere. Parlano i suoi occhi. Lunedì non sarà più lui il capo della Squadra Mobile di Campobasso, che ha diretto dal 2013. Dopo 9 anni in Molise torna a Lecce, nella sua Puglia a dirigere l’Ufficio Personale.

L’Italia l’ha girata da nord a sud, Iasi, prima di arrivare a Campobasso. Poliziotto preciso, competente, integerrimo si è calato nella realtà molisana diventandone parte, con empatia, al servizio della gente. Amato dai suoi poliziotti per capacità professionali e per la sua profonda umanità, sul lavoro come nella vita di tutti i giorni. Umile e misurato quanto tenace. “La Mobile è sempre stata un luogo dove la gente ha trovato uomini pronti ad ascoltare, capire e aiutare. Spero che questo sia stato capito. La prevenzione e l’ascolto sono fondamentali” spiega Iasi.

Tante e importanti le operazioni che Raffaele Iasi ha condotto, in prima linea anche nella lotta allo spaccio di stupefacenti, su cui si sofferma ma anche nella repressione dei reati all’interno delle mura domestiche, in famiglia. “Questa terra è troppo bella per cadere preda della criminalità e della violenza. La Mobile continuerà a lavorare con la dedizione di sempre e sarà per sempre un punto di riferimento per la gente” sottolinea Iasi, facendo l’in bocca al lupo a Marco Graziano, a cui lascerà il testimone.

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