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Attualità - Evidenza - 14 Aprile 2021

Raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, i consiglieri comunali del M5S scrivono a Draghi

Una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile e al ministro della Transizione ecologica oltre che al Commissario Straordinario per l’opera, Roberto Pagone.
Oggetto della missiva, arrivata anche sul tavolo del Presidente della Regione Molise e del sindaco di Termoli, è il raddoppio ferroviario. A scriverla i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, che vogliono conoscere la soluzione prospettata.
L’ultimo passo di questa vicenda lunghissima è di poche settimane fa: la commissione di valutazione ha dato il via libera al progetto.
Ora però bisognerà aspettare la stesura della Delibera CIPE che autorizzi Rfi a lanciare la gara d’appalto. A cui va aggiunto il vaglio preventivo della Corte dei Conti. L’investimento complessivo è di 700 milioni di euro.

In tanti però tra comitati, associazioni e cittadini continueranno ad alzare la voce. Questa storia va avanti da 20 anni: il progetto relativo al raddoppio ferroviario nella tratta Termoli- Lesina, fu inserito nella legge Obiettivo del 2001, perché considerata opera strategica di interesse nazionale.
Da lì in poi, bocciature, revisioni, integrazioni fino al sì di pochi giorni fa.
Ora la richiesta d’intervento del primo ministro. “Le barriere – è scritto nella lettera – non possono essere considerate l’unica soluzione. Chilometri di barriere impattanti per materiali ed altezza in una città turistica, con un porto e una progettualità rivolta alla valorizzazione della filiera ittica, al potenziamento delle proprie risorse naturali, allo sviluppo delle attività locali anche di carattere artigianale”.
I consiglieri 5 Stelle, così come i comitati che finora si sono battuti, non contro il raddoppio, ma contro questo progetto, parlano di impatto ambientale, acustico e urbano.

“Le osservazioni depositate dai comitati, dal Comune di Termoli, dalla Regione, ma anche da semplici cittadini, in tutti questi anni, dovrebbero far comprendere – è scritto ancora nella missiva – quanto sentito sia il problema e quanto lo stesso sia reale e concreto”.

Chiedono che la soluzione sia concordata con i cittadini di Termoli che vivono la città, con i comitati che hanno lottato e studiato passo dopo passo, ormai, da tanti anni.

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