Il tribunale civile di Campobasso ha respinto il ricorso di Paola Matteo contro la sua esclusione da Palazzo D’Aimmo. L’ex consigliera regionale supplente, tra i primi non eletti di Orgoglio Molise, era entrata nell’assise in sostituzione di Vincenzo Cotugno, nominato assessore. Dopo la soppressione della legge regionale, che prevedeva l’incompatibilità tra le due cariche, Cotugno era tornato ad essere anche consigliere e la Matteo aveva perso così il suo incarico. Il tribunale civile collegiale di Campobasso presieduto dal giudice Di Dedda, ha respinto il ricorso della Matteo che, tra l’altro, sosteneva che gli effetti di una nuova legge elettorale non si potevano applicare durante la legislatura, ma avrebbero dovuto avere valore solo dalle prossime elezioni. Come del resto già accaduto in passato, nel 2017, quando cambiò la legge elettorale, istituendo i consiglieri supplenti, ma con la modifica che ebbe vigore solo a partire dal 2018, con le nuove elezioni. Il tribunale ha invece deciso che, caduta la causa alla base della supplenza, ovvero l’incompatibilità, eliminata con la nuova legge elettorale voluta da questa maggioranza regionale, veniva meno anche l’effetto, ovvero la sostituzione degli assessori. La decisione segue il pronunciamento del Consiglio di Stato. L’ex consigliera fu estromessa un anno fa dall’assemblea di Palazzo D’Aimmo insieme a Nico Romagnuolo, Massimiliano Scarabeo e Antonio Tedeschi, quando fu approvata la modifica della legge elettorale. E con questa la compatibilità di carica tra consigliere e assessore, con la conseguente eliminazione della figura dei supplenti. Difesa dagli avvocati Ruta, Zezza e Romano, Matteo aveva deciso di far ricorso in Tribunale, dopo che il Consiglio di Stato aveva rinviato tutta la questione alla magistratura ordinaria.

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