Una vicinanza alla causa forte e capace di andare anche al di là dell’oceano per una distanza, figlia di un lutto familiare, che ha portato a concludere anticipatamente la stagione, ma non certo a tagliare i ponti con una realtà sempre nel suo cuore in una prospettiva futura al momento necessariamente legata all’Argentina, ma che potrebbe ritornare d’attualità alle pendici del castello Monforte dopo quei ‘giri immensi’ cantati da Antonello Venditti. Seppur a distanza, Carolina Sanchez, capitano in pectore in casa La Molisana Magnolia Campobasso, ha gioito (e non poco) per la salvezza dei #fioridacciaio.


ORGULLO ROJO AZUL Un sentimento che si permea di una forte componente di «orgoglio nell’essere stata capitano del grupo alla sua prima esperienza in A1. A Campobasso ho vissuto due stagioni incredibili tra gare incredibili, l’incertezza sulle prospettive agonistiche legata alla pandemia, l’A1 che sembrava un sogno, le emozioni forti, i tanti contrattempi legati agli infortuni nell’ultima stagione, la presenza di un pubblico incredibile ed il distanziamento dell’ultima stagione. Ma dentro di me ho una certezza profonda: davvero sono senza parole perché sono sopraffatta dalle emozioni quando penso alla realtà rossoblù, ai suoi tifosi per l’affetto che mi hanno fatto dimostrato, nonché alla società e a coach Mimmo Sabatelli per la fiducia che hanno riposto in me assegnandomi il ruolo di capitano.
FAMILIA Y FAMILIA «Mi è dispiaciuto, e non poco – prosegue Sanchez – aver dovuto chiudere anzitempo la mia esperienza, ma ci sono delle situazioni (il riferimento è al lutto familiare legato alla scomparsa del fratello minore Juan Pablo, ndr) che ti cambiano la vita e ti portano a mettere da parte il tuo percorso, dovendo fare altre scelte. Ho vissuto mille esperienze e non ci sono parole per esprimere il mio grazie per la società e la piazza di
Campobasso che mi hanno fatto sentire a casa e cui, anche dall’Argentina, sono sempre vicina perché porto tutta quella gente nel cuore».
AIRE DE VESTUARIO In particolare, il gruppo delle giocatrici rossoblù ha testimoniato un fortissimo affetto con il proprio capitano con tanti piccoli grandi gesti di ciascun elemento. «Ci siamo conosciute a livello personale e tecnico e posso dire che ho ricevuto tanto da tutte al di là di quanto abbia dato. Il nostro è un gruppo fantastico dove tutte sono riuscite ad inserirsi al meglio. C’è stata grande sinergia con tutte dalle più grandi alle più piccole, tutte bellissime persone che mi hanno dato grande forza e mi sono state vicine quando sono dovuta rientrare in Argentina. Ho pianto nel momento in cui ho dovuto lasciare Campobasso, ma sono stata felice perché siamo riuscite a raggiungere questo traguardo della salvezza senza dover passare per i playout. Ci è mancato un pizzico di fortuna per puntare ai playoff in un’annata con tante evoluzioni, ma questa è stata una stagione che potrà dare un’esperienza importante al club con l’augurio di partire da questo torneo per proseguire nel suo percorso».
EN EL CORAZON Dall’Argentina, così, Sanchez lancia con forza il suo messaggio per il club. «So quanto lavoro c’è alla base del loro percorso e, da parte mia, non posso che augurare il meglio alla società, lo meritano sino in fondo». Del resto, poi, il futuro non ha mai un tracciato univoco (al momento Sanchez potrebbe rientrare nei progetti tecnici della federazione argengina) e le strade tra l’ala-pivot sudamericana ed i #fioridacciaio potrebbero tornare a camminare una accanto all’altro sotto altra veste. «Ne abbiamo sempre parlato e se ci sarà per me la scelta di tornare in Italia, essere con Campobasso sarebbe per me la gioia più grande». Non a caso, quando era arrivata in Molise, Carolina Sanchez aveva parlato di proiettare la realtà rossoblù a divenire un punto di riferimento nell’universo cestistico in rosa nell’area centromeridionale. E, si sa, la numero quattordici sudamericana ama sempre portare in fondo tutte le proprie promesse.

 

Fonte, Ufficio stampa

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