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Attualità - Cronaca - Evidenza - Isernia - 7 Aprile 2021

Resta ancora chiuso l’Afasev di Isernia

Ancora tutto chiuso all’Afasve di Isernia, l’ex scuola elementare di Colle Vavuso resta con il cancello sbarrato, senza i suoi ospiti e senza i suoi operatori. Uno smacco per l’intera città, che si avvia a pardere quello che era considerato un gioiello per tutta l’assistenza sociale regionale. L’unico punto riconosciuto per il ”Dopo di noi”, ovvero la sola struttura abilitata – dove ospitare per la durata della loro vita – i disabili e i meno fortunati, che hanno perso entrambi i genitori, o che sono senza familiari che possano prendersi cura di loro. La situazione attualmente è drammatica. Parte degli ospiti è ancora nella Casa di Riposo Maria Gargani, ma dei ragazzi disabili non possono convivere quotidianamente con anziani spesso allettati, hanno bisogno di loro spazi e di attività diurne con l’aiuto di educatori e assistenti sociali. Gli altri disabili, quelli che hanno ancora dei parenti, sono tornati a casa, ma anche lì stesso discorso, hanno bisogno di assistenza qualificata che nessun familiare – pur se affettuosamente – piò dar loro. L’Afasev è entrato in crisi e non è stato più in grado di riprendere a funzionare, dopo l’arrivo della Pandemia. Fino ad allora si era retto in piedi abbastanza bene, pur se tra mille difficoltà. Il Covid gli ha dato il colpo di grazia. Il Comune di Isernia, componente della struttura societaria dell’Afasev, sta tentanto in qualche maniera di farlo ripartire, magari anche con l’intervento di un socio privato, ma resta il nodo dell’accreditamento sanitario da parte della Regione per poter riattivare il servizio notturno, indispensabile per i disabili senza parenti, che la sera non possono tornare nelle proprie case. Un’impresa molto complicata, perchè la Regione da anni latita e non dà risposte alla richiesta di accreditamento. Finora si era andati avanti sulla base della volontarietà, ma il Covid ha stravolto tutto. Bisogna fare i contti con le rigide regole della prevenzione e con una Regione che, finora, ha fatto orecchie da mercante.

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