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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - 4 Aprile 2021

Politica, martedì il Consiglio regionale. Il centrodestra chiamato a verificare la propria tenuta

Non appena archiviate le feste, la politica è già pronta a ripartire. Primo appuntamento in calendario, il Consiglio regionale programmato per il prossimo martedì 6 aprile. All’ordine del giorno dieci punti, tutti sul tema sanità, dieci bucce di banana sulle quali la maggioranza rischia il capitombolo. Si riparte dall’11 a 10, il risultato che ha messo in sicurezza il presidente Toma, oggetto di una mozione di sfiducia, ma che non ha risolto il problema di tenuta politica della maggioranza di centrodestra. Se Toma riparte da 11, Michele Iorio riparte da 8. Tanti sono infatti i consiglieri comunali passati in blocco, sotto l’egida dell’ex governatore, tra le fila di Fratelli d’Italia. Iorio, che da qualche mese è passato a far parte del partito di Giorgia Meloni, sta dimostrando un grande attivismo sia all’interno che all’esterno del Consiglio regionale, puntellando così la sua posizione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Le elezioni regionali, fissate per la primavera del 2023, non sono poi così lontane, specie se si considerano i continui scricchiolii della maggioranza che da un momento all’altro potrebbero portare ad un terremoto politico. L’appuntamento più importante che attende il consiglio, cade infatti proprio in questo mese, con l’approvazione del bilancio per l’anno in corso da licenziare entro la fine d’aprile. Verosimile immaginare il tira e molla di condizionamenti che arriveranno sul governatore. Il risultato di 11 a 10, infatti, si presta ad una doppia lettura. Escluso il suo personale voto, potrebbe essere non vero che Toma abbia al da una parte dieci consiglieri contro e dieci a favore; è più verosimile che ne abbia 10 contro e 10 pronti a condizionarlo ad ogni passo, consapevoli ciascuno dell’utilità marginale del proprio singolo voto in una situazione di perfetta parità.

Quella che arriva, è anche la settimana nel corso della quale dovrebbero entrare in azione il nuovo commissario alla Sanità, Flori Degassi, e la sua vice, Annamaria Tomasella, fortemente volute dall’ala sinistra del governo Draghi: Liberi e uguali, in testa, a cui si aggiungono Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Degassi e Tomasella, al contrario, arrivano in Molise col gelo del governatore Toma, da sempre contrario al commissariamento esterno e, soprattutto, orientato ad un cambio di strategia che lasci la lotta al commissariamento ma vada verso la cancellazione del debito. Su questo tema va registrato non tanto l’inerzia, ma il vero e proprio letargo dell’intera delegazione parlamentare. Dopo 14 anni di piano di rientro, 12 di commissariamento, con la sanità ai minimi storici, gli ospedali smantellati, i servizi ridotti e il debito, paradossalmente, aumentato invece che diminuito, forse è l’ora che la politica, per una volta, si intesti una battaglia comune.

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