di LIA MONTEREALE

Il nostro viaggio di oggi ci porta a Gambatesa, comune in provincia di Campobasso. La cittadina offre uno splendido belvedere sul lago di Occhito.
Il nome Gambatesa si deve al difetto fisico di Riccardo da Pietravalle che fu il signore del luogo nel tredicesimo secolo. Il castello ha origini medievali, ma, a partire dal Quattrocento, venne trasformato in una dimora rinascimentale. Il castello, che costituiva un punto strategico per il controllo delle vie di transumanza tra la Puglia e l’Abruzzo, fu dimora della famiglia Di Capua. Molte sale sono state affrescate nel 1550 da Donato Decumbertino, allievo di Giorgio Vasari, su commissione di Vincenzo Di Capua.
Gli episodi mitologici e biblici raffigurati, i personaggi della storia antica, i paesaggi, le vedute e le allegorie esaltano e rendono omaggio alle virtù della famiglia Di Capua.
Manifestazione tipica di Gambatesa è la sagra delle “Maitunate“, che coinvolge l’intera popolazione. Si svolge tra la notte del 31 dicembre e del primo gennaio. L’intera popolazione si riversa lungo le strade. La “maintonata”, la cui esecuzione avviene ad opera di un cantore e di un gruppo di suonatori, consiste nell’improvvisazione di un componimento poetico: si cantano le virtù e i vizi di personaggi vari, portando alla luce, con tono ironico e scherzoso, difetti e debolezze di ciascuno.
Anche a Gambatesa non può mancare una gustosa serie di pietanze che rientrano nella tradizione culinaria tipica del Molise tra cui i ciufell, detti anche cavatelli, il baccalà con la mollica (che in genere si prepara in occasione della vigilia di Natale), i Casciatell a forma di mezza luna con ripieno di uova e ricotta, e infine le cosiddette mandorle atterrate.

Per ulteriori informazioni, visita: comune di Gambatesa

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