di LIA MONTEREALE

Il nostro viaggio di oggi ci porta a Sepino, comune in provincia di Campobasso.
Sepino deriva probabilmente da saepire (recintare), termine che rimanda alle attività legate alla transumanza. La sua storia attraversa varie fasi tra cui l’epoca sannitica, romana e medievale.
La città di Sepino assunse forme monumentali in epoca romana. Le mura, le torri, il foro, il teatro, le strade e il paesaggio rurale, parte integrante dell’area archeologica, rendono Sepino uno dei luoghi più belli del Molise.
Il Museo della città e del territorio di Sepino è allestito all’interno di edifici rurali costruiti nel settecento e ottocento, impiantati sulle strutture della cavea del teatro romano di cui riprendono l’andamento di forma semicircolare (la cavea è l’insieme delle gradinate di un anfiteatro o di un teatro classico, dove prendevano posto gli spettatori per assistere alle rappresentazioni).
All’interno delle abitazioni sono conservati gli elementi caratteristici della vita quotidiana degli abitanti dell’epoca tra cui il camino, il forno e le nicchie ricavate nelle murature e utilizzate anticamente come ripostigli. La peculiarità del Museo consiste nel raccogliere reperti rinvenuti direttamente all’interno dell’area archeologica di Sepino e dal territorio circostante. Il materiale è esposto rispettando l’ordine cronologico che va dal Paleolitico fino al Medioevo.
La città di Sepino è devota a Santa Cristina. Ci rechiamo quindi a visitare la chiesa dedicata alla Santa. Dalla navata laterale si accede al “Tesoro”, la cappella che custodisce le reliquie del braccio di Santa Cristina.
Per informazioni:
Comune di Sepino
Direzione Regionale Musei Molise
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise

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