Come previsto, il Consiglio dei Ministri su proposta del ministro Speranza  ha nominato Flori Degrassi come nuovo commissario ad acta della sanità molisana. La vice sarà Antonella Tomesella. Dunque tutto nelle previsioni della vigilia, anche se in consiglio dei ministri c’è stato un lungo braccio di ferro che ha riguardato, oltre le nomine, anche i poteri da attribuire alla struttura commissariale. Ad appoggiare la linea dettata dal ministro della Salute Speranza e da quello del Mef Franco, sono stati Pd, Leu e 5 Stelle.

Il governatore Toma ha espresso la sua posizione sul tema e poi ha lasciato Palazzo Chigi dicendo: “Ho comunicato al presidente Draghi che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma con cui nel 2018 si attribuiva l’incompatibilità dei ruoli tra presidente e commissario. Sulle persone non mi pronuncio, sono contrario al commissariamento.”

Ma non c’è stato niente da fare, la forte impronta politica della Degrassi, sponsorizzata direttamente da Leu, il partito del ministro della Salute, Speranza, e sostenuta in Consiglio dei Ministri sia da Cinque Stelle che dal Pd, ha avuto vita facile sulla nomina dell’ex direttore generale di Asl Roma 2 alla guida della sanità molisana. Insomma ancora una volta il Molise viene colonizzato da interessi partitici che non hanno nulla a che fare con la nostra realtà, tanto più che la Degrassi arriva in Molise a ricoprire un ruolo che Toma avrebbe svolto gratis e che invece continuerà ad appesantire un debito sanitario già ingestibile. In dieci anni i commissari mandati da Roma sono costati al Molise circa tre milioni di euro e senza nessun risultato. Alla nostra regione avrebebro potuto mandare un tecnico neutrale e di qualità, ma le ragioni della politica hanno prevalso.

Poteri di Degrassi. Qui ci sono dei chiarimenti, rispetto a Giustini il nuovo commissario avrà in più solo poteri di controllo e organizzazione della medicina territoriale e della campagna emergenziale e vaccinale contro il Covid 19. Nessun potere di revoca o di nomina del direttore generale dell’Asrem che resta in capo a Toma. Ma l’a certezza è che il Consiglio dei Ministri ieri ha messo una nuova zavorra sulle spalle della sanità molisana, non ha stanziato nuove risorse, non ha fatto una legge per la ristrutturazione del debito, come fatto in Sicilia, Campania, Calabria e Lazio, ma ha solo nominato un nuovo comandante, senza soldi e senza esercito, che, presumibilmente, continuerà a tagliare e ridurre ancora di più quel poco che è rimasto in vita della nostra malandata sanità.

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