Stefano Buono, rappresentante del Pd e presidente della componente Partecipazione Democratica, afferma sulla vicenda che ha visto protagonista Il 16 marzo 2021, nel giorno dell’anniversario del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro, una delle personalità più autorevoli della Nostra storia, in Molise va in scena uno dei momenti più bassi dell’intera storia Repubblicana: la crisi di maggioranza, che sembrava insanabile, rientra perché chi aveva firmato la mozione di sfiducia ritira la stessa in cambio di un posto nella Giunta Regionale. Chi, solo pochi giorni prima, affermava con apparente convinzione di voler per prima andare a casa per manifesta incapacità di un intero Governo Regionale, cambia radicalmente idea per una posizione migliore. Chi, solo poche ore prima, firmava una mozione di sfiducia al Presidente Toma, nel giro di poche ore, muta la propria opinione, ritira la sfiducia e addirittura afferma che per il Molise si apre una nuova stagione. Certo, si apre una nuova pagina, ma una pagina certamente più buia di quelle precedenti. Un atto di tale bassezza che certamente non meriterebbe di essere commentato viene fatto nel momento più difficile per la vita delle persone. Una condizione di disperazione prodotta e acuita proprio dall’incapacità della Giunta regionale di cui si entra entusiasticamente a far parte. Le persone stanno morendo quotidianamente e non abbiamo posti letto ordinari e in terapia intensiva perché l’inettitudine di chi “governa “, portando avanti in modo deliberato il disegno di smantellamento della sanità pubblica, non ha prodotto neanche, unica Regione in Italia, un ospedale Covid dedicato. E’ riuscita invece a produrre solo le inefficienze e gli scandali di questi giorni. I cittadini molisani sono stremati dalla crisi economica e dai provvedimenti restrittivi causati dall’emergenza pandemica; commercianti, imprese, liberi professionisti, artigiani e partite iva non ce la fanno più a sopravvivere. Peggio di questo e peggio della assoluta incapacità amministrativa che ha contribuito a produrre questo, poteva esserci solo un gesto del genere. La bassezza di questo comportamento, aver barattato la sfiducia per uno strapuntino, ha l’aggravante non banale di averlo fatto nel periodo di maggiore difficoltà per il Molise e per le persone che lo abitano. Questi episodi fanno pensare che in fondo possa non valer la pena conservare l’autonomia della Regione Molise. Se, invece, ci possono essere delle motivazioni per farlo allora bisognerà lavorare ad un’alternativa autentica alle prossime regionali.

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