L’accoglienza è stata calorosa. Davanti all’Asrem, a Campobasso, un gruppo di venezuelani, anche bambini, con le bandiere del proprio paese e tanto orgoglio di patria. hanno salutato i medici connazionali arrivati in Molise per dare una mano negli ospedali sotto pressione. Dal pulman sono scesi in 18, giovani, commossi ma felici, pronti a prendere servizio appena faranno le visite, i tamponi e il vaccino. Quindi la firma sul contratto. Tanto l’entusiasmo e la voglia di mettersi al lavoro al più presto. Al Cardarelli 2 saranno impiegati in Terapia Intensiva, 4 in Malattie infettive, 3 in pronto soccorso, 1 in pediatria e 1 in medicina interna, 3 nel pronto soccorso di Isernia e 4 in quello di Termoli
La maggior parte dei medici venezuelani arrivati era in Italia anche da qualche anno, in attesa di vedere riconosciuta la possibilità di lavorare e di superare gli intoppi burocratici. Gli altri da spagna e Portogallo. Alloggeranno a Campobasso.
C’è voglia di dare una mano, di fare quello per cui hanno studiato.
“Per noi – hanno spiegato – è molto difficile vederci riconosciuti i titoli e poter lavorare, ci vogliono anni. Siamo felici e grati dell’occasione”.
Soddisfatta anche Marinellys Tremamunno, originaria pugliese, presidente dell’associazione “Venezuela. La piccola Venezia”. “Abbiamo lottato tanto e ora siamo felici di essere qui” ha detto
Ad accogliere i medici venezuelani i vertici Asrem, Florenzano, Scafarto e Lastoria e c’era anche l’ex Commissario Giustini, artefice dell’accordo. “Si tratta di medici specializzati che daranno una mano importante – ha commentato – e saranno qui al momento per un mese, poi si vedrà in base agli accordi e alle evoluzioni della situazione”.

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