“Da inizio anno abbiamo registrato una quantità straordinaria di sforamenti di polveri sottili PM 10 rispetto al limite consentito dalla Legge. Sono ben 27 volte, infatti, i giorni nei quali le apposite centraline hanno superato il valore di 50 microgrammi al metro cubo. L’ ordinamento consente, è bene ricordarlo, un limite massimo di sforamenti pari a 35 volte nell’arco di un anno. Appare quindi del tutto evidente di come questo dato possa considerarsi allarmante in considerazione del fatto che il sopra citato numero di sforamenti sia già avvenuto nei primi 68 giorni del 2021. Se prendessimo in considerazione un dato differente, ovvero quello relativo agli ultimi 4 mesi (Novembre e Dicembre 2020 e Gennaio e Febbraio 2021), vedremmo come il numero di sforamenti di questo valore sia pari addirittura a 50. Questo per renderci conto della gravità della situazione. Ancor più grave risulta essere però l’inerzia di Regione e dell’Amministrazione di Venafro nell’affrontare questa problematica che persiste ed è al centro del dibattito pubblico locale da tantissimi anni. E’ noto che per comprendere meglio, in modo definitivo e scientifico le cause che concorrono a determinare questi livelli di inquinamento occorrono ulteriori approfondimenti, analisi e studi che sono stati puntualmente richiesti nel corso degli ultimi anni.

Nel gennaio 2020 il Comune di Venafro, sollecitato dalla pubblica opinione e dalle “Mamme per la salute”, quale Ente capofila, iniziava uno studio epidemiologico in Accordo con il CNR di Pisa per comprendere se i livelli attuali di inquinamento stanno causando, e in che misura, un incremento di mortalità e di patologie gravi tra gli abitanti. Quella Convenzione prevede 2 anni di tempo per l’espletamento di detto studio epidemiologico. Ad oggi è ancora tutto in altro mare per responsabilità che sono oggettivamente correlabili all’inerzia dell’Amministrazione Comunale di Venafro guidata da Ricci. Risulterebbe ancora non definitivamente risolto un problema inerente il trattamento dei dati sensibili che è il presupposto per l’inizio dello studio. Dalla corrispondenza risulta in modo inequivocabile tale responsabilità: infatti il CNR fa presente al Comune di Venafro come questa problematica fosse già menzionata nello stesso atto di convenzione e di come fosse competenza del Comune, in quanto Ente capofila, consegnare i dati. Oltretutto la citata Convenzione contempla quale elemento essenziale e precondizione la presenza del registro dei tumori che, però, in Molise manca tutt’ora. Nei mesi scorsi era stato contestato al Sindaco di Venafro il mancato pagamento delle spettanze al CNR di Pisa e si scopre che il bonifico è stato effettuato solo a febbraio 2021, con oltre un anno di ritardo.

Sempre nel gennaio 2020, in un “Tavolo Istituzionale” a Venafro, alla presenza anche, tra gli altri, del Sindaco Ricci, la Regione prendeva impegni precisi in tal senso. In particolare decideva che nei mesi successivi sarebbero state analizzate anche polveri più sottili e installate centraline mobili nella piana di Venafro. Ad oggi ancora non abbiamo riscontri concreti rispetto a quanto promesso.

Le chiacchiere stanno a zero, il macro -tema della salute dei cittadini è di fondamentale importanza e chi di dovere dovrebbe smetterla di essere amministrativamente immobile e politicamente obbediente al Centro destra targato Toma”.

Stefano Buono

Consigliere Comunale Pd Città di Venafro

Presidente Partecipazione Democratica

 

 

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