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Attualità - Evidenza - QD - Senza categoria - 1 Marzo 2021

Tre anni dalla scomparsa di don Antonino Scarano, arcidiacono del Capitolo della Cattedrale di Trivento

Tre anni dalla scomparsa di don Antonino Scarano, arcidiacono del Capitolo della Cattedrale. Oggi, lunedì primo marzo in Cattedrale, alle ore 18.00, mons. Claudio Palumbo presiederà la celebrazione eucaristia in memoria del canonico don Antonino Scarano, Arcidiacono del Capitolo della Cattedrale ed Economo Diocesano, morto esattamente tre anni fa. Nato in Trivento il 27 ottobre 1945 – si riporta nella nota della curia trignina – era entrato nel Seminario Vescovile di Trivento il corso della scuola media e del ginnasio il 1° ottobre 1956 e poi il 1à ottobre 1962 nel Seminario Regionale di Chieti dove ha frequentato il corso liceale, quello filosofico e quello teologico compiendo diligentemente il cammino di formazione agli Ordini Sacri. Ordinato presbitero il 13 giugno 1970, veniva inviato nel settembre successivo Castiglione Messer Marino, quale responsabile e docente del locale Istituto Professionale, che accoglieva giovani delle comunità viciniori per la loro formazione alla vita del lavoro e faceva parte della Comunità sacerdotale guidata da don Vincenzo Gasbarro che curava spiritualmente diversi paesi dell’Alto Vastese. Tre anni dopo rientra a Trivento dove eserciterà fino alla morte improvvisa, prima come economo e vice rettore del Seminario Vescovile (fino al 1978), poi come parroco di Santa Croce (1978-1992) ed infine (dal 1992) come Arcidiacono del Capitolo della Cattedrale, economo diocesano e cappellano della chiesa di Sant’Antonio di Padova. Chi ha conosciuto bene il compianto don Antonino si è reso conto di essere di fronte a un sacerdote che, giorno dopo giorno, si confrontava con la parola del Signore per non correre il rischio di indurire il proprio cuore. Egli ha ben coltivato un amore ardente per il Signore, ha saputo praticare con generosità l’amicizia e la fraternità. Un po’ tutte le comunità della Diocesi devono essere grate al caro don Antonino per il suo servizio instancabile e appassionato nell’ambito dei lavori di ristrutturazione in quasi tutte le parrocchie della nostra Diocesi. Ha promosso e curato, in Diocesi, i lavori delle varie chiese, la costruzione di nuove case canoniche e di centri pastorali. Si tratta di preziose opere di accoglienza per favorire iniziative di incontro e di condivisione, come il centro di Colle san Giovanni quello di Querciapiana a Trivento e quello di Pescopennataro, giusto per fare qualche esempio. Il suo cuore sensibile ha ospitato molti volti e molti nomi, esternando verso tutti una dolcezza e una mitezza, che non hanno mancato di sorprendere per la gentilezza dei modi e dei comportamenti. Sono certo che siamo in tanti a ricordarlo, oggi, con affetto e ad affidarlo con riconoscenza alla misericordia del Signore, perché lo ricompensi del bene compiuto e lo disponga, con l’ultima purificazione, alla pienezza della vita e della gioia nel suo Regno. Don Antonino ha lasciato il prezioso ricordo di un sacerdote tanto colto quanto umile: egli ha servito la Chiesa triventina con dedizione e generosità, come lo ricordava il Vescovo emerito mons. Enzio D’Antonio, suo grande amico ed estimatore: «Ogni volta che ho potuto incontrarlo sempre ho avuto la percezione di un uomo passato attraverso il crogiolo di una storia non comune, segnata da testimonianza pastorale positiva ed efficace, da amministrazione lungimirante e disinteressata, da cordialità affettuosa e coinvolgente». Ai parenti e ai numerosissimi amici – chiude la nota – giunga l’espressione più sincera del nostro cordoglio e della nostra più sentita vicinanza: noi don Antonino non lo dimenticheremo mai anche perché abbiamo condiviso con lui gli anni giovanili del Seminario e quelli più belli ed intensi del nostro ministero sacerdotale”.

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