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Attualità - Evidenza - QD - Trivento - 25 Febbraio 2021

La nuova Radio Europa Uno, un grazie ai ragazzi da uno dei fondatori della storica radio di Trivento

La nuova Radio Europa Uno, un grazie ai ragazzi da uno dei fondatori della storica radio di Trivento. “Dopo aver preso atto dell’intervista dei quattro protagonisti della risorta Radio Europa UNO – scrive Tullio Farina – come socio fondatore di essa, e anche a nome di tutti gli altri, mi corre l’obbligo ringraziare i giovani che hanno fatto resuscitare non dall’oblio, perché ancora oggi essa è vissuta e vive nei ricordi di tutti, ma materialmente, portandola di nuovo alla ribalta l’emittente radiofonica privata, nata nel maggio del 1979, in occasione della elezione del primo parlamento Europeo, che si tenne il 7 giugno, per iniziativa mia e di altri 7  amici, quali  Ermanno Parisi, Luigi Fagnani, Concettina Petrossi, Franco Meo, Michele Iocca, Angelino Panzetti e il compianto e grande amico Fausto Lozzi. La chiamammo tutti insieme Radio Europa 1 per legarla ad un evento storico e per Trivento tale radio fu anche essa un vero evento storico, perché rimasta radicata non solo nella realtà sociale del paese, di tutta la valle del Trigno e dell’alto Molise.ma soprattutto nella mente e nel cuore dei cittadini. Prova ne è che oggi tre giovani di Trivento, nati successivamente dopo la chiusura di essa, avvenuta per una imperdonabile distrazione amministrativa del nuovo proprietario rispetto ai dettami della legge Mammì, e quindi mai conosciuta da loro in modo diretto, hanno pensato e sono stati capaci di riesumarla. Radio Europa Uno non fu solo una radio dei soci fondatori, ma di tutto il popolo perché svolgeva una funzione altamente sociale, tant’è che a seguito di una caduta di un fulmine, dopo un violento temporale che distrusse buona parte delle attrezzature, fu riparata con una raccolta spontanea popolare e tanta fu la somma offerta dal paese e dalle sue contrade che ne uscì potenziata nelle sue attrezzature e nei suoi programmi. Di questi ultimi chi potrà mai scordare programmi come il   richiedi disco con le simpatiche battute della signora Antonietta Fantilli e della signora Merinda,  dedicomania, l’angolo della poesia, la lettura delle novelle del letterato triventino Nicola Scarano, il bioritmo del compianto Fernando Di Berardino, tanti altri ancora  e soprattutto il programma notturno “ Io, tu, la luna e Radio Europa Uno” la cui struttura ed impostazione programmatica avrebbe anticipato il ben noto programma di Renzo Arbore  “ Quelli della notte “ E in questo programma che teneva sveglie tantissime persone fino alla tre di notte non posso non ricordare il compianto Pasqualino Molinaro, come voce esterna  che stimolava  la discussione e le risposte dei conduttori. Non si era mai verificato a Trivento una raccolta di fondi, non organizzata, ma fatta spontaneamente dai cittadini, soprattutto da quelli residenti nell’agro che ogni sera mandavano nella sede della radio i rappresentanti delle varie contrade a portare la somma raccolta, a dimostrazione che la radio la sentivano loro. L’emittente, che funzionava 24 ore su 24, inoltre ha tenuto compagnia a tante persone anche malate, che non potevano uscire di casa e ha funzionato come un centralino telefonico pubblico perché coloro (ed erano molti) che in quel tempo non avevano il telefono in casa utilizzavano la radio per comunicare tra loro. Ma non voglio dilungarmi più sul passato perché, ormai, bisogna guardare al futuro. Le nuove tecnologie di comunicazione hanno conquistato e rivoluzionato il mondo ed è giusto che siano i giovani i protagonisti di tale rivoluzione. A questi tre ragazzi, Enrico Pavone in arte “ Vaga”, Giammarco Meo, Francesco Marzini, ai quali si è aggiunta la bellissima Rachele del Borrello di Montefalcone nel Sannio, nota  non solo per la sua bellezza , essendosi classificata tra le prime cinque nel concorso  di Miss Italia del 2015, ma anche per le sua professionalità, va quindi  non solo il mio sentito ringraziamento ma anche quello degli altri soci fondatori per aver rivitalizzato una creatura fatta nascere con tanti sacrifici nel 1979. Personalmente poi provo una grande emozione, vedendo, tra i protagonisti, Enrico Pavone, detto vagabondo, che ho tenuto come mio alunno nel triennio della scuola media. Nel ricordarlo tra i banchi di scuola e nel vederlo adesso dietro una postazione radiofonica non può che emozionarmi e farmi piacere. Certamente questa dei giovani sarà una Radio Europa Uno diversa, perché diversi sono i tempi e diverse sono le tecnologie, ma lo spirito e le finalità sono sempre gli stessi: rivalutare e portare alla ribalta un territorio troppo spesso dimenticato, favorire la socializzazione e la comunanza delle persone che ci abitano ed impegnare i giovani nel sociale.  Non senza motivo intelligentemente i ragazzi hanno pensato di mantenere lo stesso nome e di non dare alla Radio un nome diverso, chiamandola magari Radio Europa DUE. Di sicuro sapranno essere più bravi dei soci fondatori sia per le loro competenze specifiche in materia sia perché le nuove tecnologie daranno loro la possibilità non di operare in un territorio circoscritto, ma a livello planetario. Leggendo l’intervista rilasciata da loro si evince ciò che sapranno fare e dove intendono arrivare. A me non resta che dire – chiude Tullio Farina – buon viaggio ragazzi e soprattutto che la buona fortuna assista, premi e valorizzi la vostra intraprendenza e la vostra abilità di stupire. Auguri per questa stupenda avventura che vi porterà e vi farà conoscere in tutto il mondo. Vi sarò o meglio vi saremo sempre vicini”.

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