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Attualità - Evidenza - QD - Senza categoria - 24 Febbraio 2021

Manutenzione straordinaria per l’area industriale, il gruppo consiliare “Futuro Trivento” interviene sul finanziamento regionale

Manutenzione straordinaria per l’area industriale, il gruppo consiliare “Futuro Trivento” interviene sul finanziamento regionale. “Abbiamo pazientato a commentare la vicenda del contributo (non ancora) assegnato al comune di Trivento – scrive Luigi Pavone – per interventi di manutenzione straordinaria presso l’area industriale di Piana d’Ischia, non perché non volessimo dare merito all’amministrazione comunale, ma perché, come sempre facciamo, ci piace documentarci attentamente prima di commentare qualsiasi atto di questa amministrazione, come la storia recente ci insegna. Si dà il caso, infatti, che la delibera di giunta regionale n. 26 del 11/02/2021, al contrario di quanto comunicato dal sindaco in tutte le salse, non eroga, al momento, nessun finanziamento al comune di Trivento per gli interventi nell’area di Piana d’Ischia, ma, semplicemente, revoca la delibera di giunta regionale n.16 del 20 Gennaio 2017, che istituiva il fondo rotativo di progettazione per gli interventi infrastrutturali per un importo pari a 5 milioni di Euro, e propone di riprogrammare queste risorse per finanziare alcuni interventi, tra cui quello sull’area industriale di Piana d’Ischia per un importo di 2.037.450 Euro. Tale proposta della giunta deve essere ora sottoposta all’approvazione dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e al Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché al comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), che gestisce il fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), da cui dovrebbero arrivare i fondi per Trivento. Ovviamente, noi ci auguriamo e confidiamo che questi fondi arrivino ed anche presto e comunque diamo atto all’amministrazione di essersi attivata a riguardo, dopo i nostri innumerevoli solleciti, sin dal primo consiglio comunale di insediamento di questa amministrazione. Nel frattempo, ci sono ancora, però, almeno due questioni, non di secondaria importanza, che vanno definite anche con una certa urgenza. La prima riguarda la gestione dell’area. Chi gestirà l’area P.I.P. di Trivento, visto che il commissario del consorzio con la nota del primo Febbraio comunicava la decisione del consorzio di rilasciare la gestione dell’area P.I.P. alla Comunità Montana, e quali sono le intenzioni dell’amministrazione a riguardo? Infatti, mentre nella nota di risposta al commissario, il sindaco dice che, a causa delle esigue somme presenti nelle casse comunali, il comune non può permettersi la gestione dell’area, nel roboante comunicato dei giorni scorsi in cui comunica lo “stanziamento” da parte della giunta regionale di oltre due milioni di euro per l’area P.I.P. di Trivento, comunica che la gestione dell’area torna al comune di Trivento, essendo stato individuato come ente attuatore degli interventi. Quindi, la volontà dell’amministrazione è quella di gestire direttamente l’area o, come comunicatoci più volte dal sindaco, di rimanere nel consorzio, perché il comune non può permettersi la gestione dell’area? È il solito fare camaleontico di Corallo che dice quello che fa comodo sentire a seconda dell’interlocutore? La seconda questione riguarda il decreto ingiuntivo ricevuto dal consorzio. Abbiamo ricevuto la sentenza di provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo (quindi, per il momento, la legge dà ragione al consorzio e quindi condanna il comune a pagare oltre un milione di euro), ma non sappiamo cosa intende fare il comune, sia dal punto di vista legale, sia dal punto di vista contabile, visto che potrebbero ricorrere le condizioni per un riconoscimento di debiti fuori bilancio che sarebbe un atto cautelativo nei confronti dei cittadini, come più volte fatto presente dal nostro gruppo. È bene ricordare, tuttavia, che la Regione Molise, oltre ad essere ente consorziato (anch’esso moroso nei confronti del consorzio) svolge attività di vigilanza nei confronti del consorzio, quindi, ha responsabilità sulla situazione debitoria che si è venuta a creare nel corso degli anni. Recentemente, poi, la Regione e il consorzio sono anche giunti ad accordi nei quali compensavano le morosità reciproche, segno di una volontà da parte della Regione di dare continuità operativa al consorzio. Non è che il contributo vuole essere solo un contentino per liberarsi dell’area P.I.P di Trivento? Anche perché, se fossimo costretti a pagare il debito con il consorzio, la delibera si rivelerebbe una presa in giro nei confronti degli imprenditori e dei cittadini di Trivento, perché i soldi entrerebbero dalla porta ed uscirebbero dalla finestra. Il nostro gruppo è, come sempre, a totale disposizione dell’amministrazione per iniziare a lavorare, insieme agli imprenditori, ad un piano di rilancio della zona industriale, che ne definisca gli aspetti gestionali, infrastrutturali e produttivi, anche perché il futuro dell’area non può essere una questione su cui può decidere solo la maggioranza (molto relativa). Innanzitutto, si dovrebbe iniziare ad avere una situazione chiara di quelli che sono i costi che il consorzio sostiene per la gestione dell’area di Piana d’Ischia e capire quali sono gli interventi strategici da effettuare che garantiscano sostenibilità economica e efficienza dal punto di vista infrastrutturale, anche perché nei 2 milioni di Euro dell’eventuale finanziamento rientrano anche le spese tecniche, i costi per la sicurezza e le imposte, e quindi le risorse disponibili specificatamente per gli interventi potrebbero rivelarsi limitate, soprattutto se si intendono effettuare tutti gli interventi che l’amministrazione comunale ha chiesto di fare, che un po’ ci riporta alla mente la lunga lista di lavori pubblici inseriti dall’attuale amministrazione nel suo programma elettorale, di cui ancora non si vede la realizzazione di nemmeno uno di questi, dopo quasi due anni di amministrazione. Questa fase – chiude Luigi Pavone – richiede estrema serietà e responsabilità e richiede uno studio serio ed approfondito di tutti gli aspetti in gioco, altrimenti si rischia di farsi male, a scapito, come sempre, dei cittadini. Ci auguriamo, pertanto, che il sindaco e l’amministrazione ci ascoltino, come fatto in questa occasione, e che lavorino ad una soluzione che garantisca un futuro alla zona industriale e a Trivento”.

 

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