Quella che vedete nell’immagine è l’ordinanza con cui il Commissario regionale alla Sanità, Giustini, ha aperto il Vietri di Larino ai ricoveri dei pazienti Covid in terapia sub intensiva, sessanta posti letto che dovranno essere gestiti dall’Asrem, con l’aiuto di attrezzature e personale sanitario messi a disposizione dall’istituto Neuromed. Tocca ora a Florenzano, a cui l’ordinanza è stata notificata, curare la parte organizzativa e logistica per far partire nei fatti l’ospedale Covid a Larino. Considerando anche che il personale sanitario necessario dovrebbe essere reperito grazie all’ultimo bando emesso dall’Asrem e grazie alla struttura commissariale, che sta reperendo una ventina di medici stranieri disponibili a venire a lavorare nella nostra regione.

Grande la soddisfazione espressa dai sindaci del Basso Molise e dai consiglieri regionali, che avevano votato all’unanimità per l’utilizzazione del Vietri di Larino come Covid Hospital, soprattutto alla luce della grave emergenza sanitaria che sta vivendo tutta la zona del Basso Molise.

Il gruppo regionale dei Cinque Stelle afferma in una nota: «Per mesi ci è stato detto che il Vietri non poteva essere utilizzato come Centro Covid, perché ‘non è più un ospedale’, perché mancano servizi salva vita e le attrezzature necessarie per le terapie intensive. Dal 4 novembre scorso è disponibile un bando del commissario straordinario Arcuri per l’acquisto di questo tipo di attrezzature mediche. Ma la Regione poteva anticipare le somme necessarie, che sarebbero state rimborsate a partire da novembre. Ora un privato convenzionato offre gratuitamente attrezzature utili per sopperire a questi ritardi. Bene, si usino senza indugio. Non bisogna più perdere tempo. Chi dovesse frapporre ancora ostacoli, ne risponderà personalmente ai molisani».

Fin qui i Cinque Stelle, intanto dopo l’ipotesi sfumata di Salcito, spunta un’altra disponibilità offerta dai privati, si tratta della Fondazione Gemelli, a due passi dal Cardarelli, che ha offerto l’immediata possibilità di fruire di cinquanta posti letto per la sub intensiva Covid. Una novità dell’ultima ora, anche se la Fondazione ha comunque precisato che al personale dovrà sempre pensarci l’Asrem.

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